Il Tirreno

Grosseto

Quel tuffo nella vasca per i mondiali ’82

di Alfredo Faetti
Quel tuffo nella vasca per i mondiali ’82

Oltre 4500 membri su Facebook, i momenti indimenticabili: «Nel gennaio 1985 la neve coprì la città, si sciava in strada»

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GROSSETO. Se intrecci ricordi, persone e luoghi, ecco che nascono le storie. E sono molte quelle che le strade di Grosseto possono raccontare attraverso la sua gente, impegnata oggi a giocare con la propria memoria.

Dalla nevicata dell’85 alla trasferta a Firenze contro l’allora Florencia Viola, dal bagno in piazza della Vasca dell’82 alle corse campestri all’ippodromo del Casalone: sono tanti gli avvenimenti che hanno accomunato la città e ancora di più i racconti che ne hanno preso vita. Così, ancora per gioco, scorri il gruppo Facebook “Sei grossetano se...” e leggi le storie di un’intera comunità, i suoi capitoli, i suoi sogni. Chissà quante ce ne sarebbero potendo partire dall’inizio.

Le foto in bianco e nero del primo ’900 sul social network si rincorrono, si rivedono luoghi e piazze in cui Grosseto ha vissuto e fatto vivere, ma è difficile trovare qualcuno collegato a internet che possa raccontare quei momenti. Quindi occorre fare un balzo in avanti di almeno sessant’anni per arrivare al primo vero frammento di storia grossetana con l’alluvione del ’66, di cui in molti, nonostante fossero soltanto dei bambini, portano ancora la cicatrice.

I ricordi veri e proprio iniziano a prendere forma negli anni ’70, con le prime ginocchia sbucciate ai giardini. «Quelle altalene di ferro micidiali – scrive una delle iscritte al gruppo - Ogni tanto qualcuno andava al pronto soccorso perché passava vicino e pigliava delle botte assurde nel capo». Generazioni intere hanno infatti dondolato su quelle poltroncine e a quasi tutti è toccato il battesimo della terra. Del resto, «non sei grossetano se non ti ci sei sbucciato le ginocchia almeno una volta». Già, perché in «quel mondo di ferro, le altalene, i castelli, le piste, sul piazzale di pattinaggio dove giocavano anche a calcetto, c’è tutta la mia infanzia».

Gli anni passano e a partire dall’80 i ricordi sono qualcosa di più nitido, come un periodo vissuto assieme, dall’inizio alla fine. Su una cosa infatti non c’è dubbio: «sei grossetano se hai fatto il bagno in piazza della Vasca dopo la vittoria dell’Italia». Era la notte del Mundial e di Pablito Rossi quando Grosseto esplose in un mare di tricolori in giro per le strade. «Quella notte ha fatto il bagno anche la mia auto – ricorda qualcuno – Mi hanno tirato un secchio d’acqua dal finestrino». Ma poco importa, tanto era l’entusiasmo. «Io c’ero quella notte ma ho fatto il bagno anche nel ’70 dopo Italia-Germania» ricorda un precursore. Un tuffo per festeggiare la cime del mondo e poi via per il centro, dove la storia di quella notte è proseguita. «Ti ricordi della statua a metà del corso,che si diceva che assomigliava a Boninsegna?».

Lo sport del resto è da sempre un ottimo collante in una città, capace di mettere insieme gente di età o gruppi differenti. Ci sono le mai dimenticate vittorie del baseball, la trasferta in C2 del Grifone a Firenze contro la Florentia Viola («eravamo tutti là, quel giorno Grosseto era vuota») ma anche le campestri alle scuole superiori, sudate fino in fondo sulla pista del Casalone. «E come dimenticarlo? Quella retta non finiva mai» ricordano i partecipanti di allora. Anche qui sono molti quelli che hanno corso fianco a fianco. «Sei grossetano se correvi la campestre e ti fermavi spompata proprio davanti alle tribune».

Arriva così l’inverno dell’85, qualcosa di indimenticabile. «Sciavamo sul corso e dalla discesa dell’Eden». In una mattina di gennaio, infatti, i grossetani si svegliarono e videro tutte le strade ricoperte di bianco. Uno spettacolo, soprattutto per gli studenti. «Siamo rientrati a scuola dalle vacanze di natale il 7 di gennaio 1985 e tra la notte tra l’8 e il 9 gennaio venne questa stupenda, indimenticabile nevicata: le scuole chiusero per un’altra settimana». Tutti fuori a giocare a pallate di neve, a fare pupazzi, a scattare foto a una città mai vista prima.

Sì, sono tante le storie che escono fuori dal gruppo Facebook. Ma sono tante anche le speranze di poterne scrivere di nuove, magari preparando la scena ai ricordi che saranno dei figli. Perché scorrendo i post si respira una voglia di riscatto che è qualcosa in più del solo senso di appartenenza a una comunità orgogliosa; e allora «sei grossetano se compri prodotti maremmani aiutando la nostra comunità anziché comprare i mandarini provenienti da chissà dove». Ma c’è anche la voglia di vederla crescere questa città, insieme a tutte le meraviglie che la circondano. «Sei grossetano se almeno una volta hai sperato di vedere come sono queste benedette Terme di Roselle – dice con un’ironia malinconica uno degli iscritti - Prima di morire avrò l’onore di vederle aperte e funzionanti?»

La foto di gruppo. Sabato 1 febbraio, alle 15,30, i membri del gruppo sono invitati in piazza Nassirija, sotto alle Mura, per una grande foto collettiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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