Il Tirreno

Grosseto

Provincia, in cassa 19 milioni inutilizzabili

Provincia, in cassa 19 milioni inutilizzabili

La follia del patto di stabilità, Balocchi: «Lo Stato invece di dare servizi ci chiede di fare utili»

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GROSSETO. Provincia e Comuni costretti, dal patto di stabilità, ad agire come società per azioni e a realizzare utili drenando risorse ai cittadini senza poter investire in modo adeguato nei servizi. È la denuncia con cui l'assessore al bilancio della Provincia Federico Balocchi conclude l'illustrazione dei risultati del bilancio 2013, risultati positivi, se si guardano solo i numeri – ben 21,5 milioni di euro in cassa – che fanno pensare, però, a tutto quello che l'ente non ha potuto spendere in investimenti negli ultimi cinque anni. Il bilancio del 2013 si chiude, per palazzo Aldobrandeschi, con un avanzo di amministrazione provvisorio di 3,9 milioni di euro che, sommati agli avanzi degli anni passati, diventano, in tutto, quasi 19milioni, con un fondo cassa di 21,49 milioni di euro.

Ma nonostante il dato positivo non esulta l'assessore Balocchi, perché se, da una parte, i numeri dimostrano che la Provincia è un ente sano, dall'altra quei soldi fermi in cassa evidenziano gli investimenti mancati, soldi che, a causa del patto di stabilità, non sono stati spesi quanto si sarebbe potuto o dovuto in opere pubbliche, in particolare sulle strade e sulle scuole. Di più di quanto si è fatto, però – spiega l'assessore – non è stato proprio possibile fare. L'unica cosa che l'amministrazione provinciale ha ritenuto di dover fare è stato un deciso abbattimento del debito dell'ente che è passato da poco meno di 45 milioni nel 2009 a una cifra che supera di poco i 22 milioni di euro. «In cinque anni non abbiamo assunto nuovi mutui e abbiamo più che dimezzato il debito pregresso, liberando così risorse, nella spesa corrente, per circa 1,2 milioni di euro all'anno. Avremmo preferito dedicarci a strade e scuole, e anche i cittadini, credo, sarebbero stati più contenti, ma il patto di stabilità bloccava gli investimenti». Inoltre la Provincia è stata tra le prime amministrazioni pubbliche ad applicare la norma che prevede il pagamento delle aziende fornitrici a 30 giorni e nel 2013 ha pagato oltre 18,2 milioni di euro, quasi 11 milioni in più rispetto al 2012. «In questo momento non abbiamo debiti con alcuna azienda fornitrice». L'amministrazione provinciale sta anche lavorando al bilancio di previsione per il 2014, quando alla guida delle province non ci sarà più un consiglio e un presidente eletti dai cittadini, ma, probabilmente, sindaci e consiglieri comunali del territorio. E, visto che si va al voto in ben 18 Comuni, la preoccupazione è che, nella fase transitoria, l'ente abbia almeno il bilancio di previsione. Anche per il 2014, però, si ripropone, amplificato, il problema del patto di stabilità: se nel 2012 l'ente doveva chiudere con un attivo di oltre 3 milioni di euro e nel 2013 l'obiettivo era di 4,8 milioni, per l'anno in corso lo Stato chiede di arrivare a quasi 7,4 milioni. «Il problema è che Provincia e Comuni sono costretti a prendere i soldi dei cittadini non per rendere dei servizi, ma per realizzare degli utili, come se fossero delle società per azioni».

Enrico Pizzi

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