La manifestazione
«Prego, pagate Imu e tassa di soggiorno»
Richiesta paradossale ai proprietari di case al Borgo Etrusco. Che accusano: «Non è l’unica stranezza»
SCARLINO. Uno dei tanti paradisi immersi nella Maremma Toscana: case, piscina, spazi verdi a pochi passi dal mare. Il Borgo Etrusco, in località Col di Sasso a Scarlino, è uno dei villaggi residence che rappresentano la nuova frontiera del turismo anche in Toscana. Case disponibili per la vendita che già in tanti hanno acquistato, salvo scoprire poi particolari inediti nelle pieghe dei contratti che hanno fatto sorgere più di un dubbio sulla gestione della struttura.
«Ci sono delle cose non chiare e sulle quali non ho avuto risposte – spiega Franco Bartolozzi, ex direttore d’albergo fiorentino, ex tour operator e attualmente consulente turistico di una società alberghiera, che ha acquistato un appartamento nella Cav – molte delle quali scoperte solo successivamente».
Il problema più immediato è rappresentato dalla strada vicinale Col di Sasso, la via d’accesso alla struttura. «Per raggiungere il villaggio – spiega Bartolini – bisogna percorrere questa strada, un passaggio oneroso che può diventarlo ancora di più in caso di cedimenti o frane. Il costo di manutenzione della strada vicinale dovrebbe essere diviso fra i fruitori della stessa cioè gli iscritti al Consorzio, ma a mio avviso i costruttori che sono rimasti proprietari, di svariati appartamenti invenduti, non stanno pagando in proporzione alla loro proprietà; inoltre l’iscrizione al Consorzio è avvenuta senza avvisarmi e senza che la stessa risultasse dalle clausole contrattuali. Altri problemi sono sorti sulla disponibilità dei posti macchina, in partenza di proprietà del complesso ma che poi grazie a degli accordi in corso d’opera fra costruttori e comune di Scarlino sono diventati a pagamento».
Anche sulla gestione dell’immobile, operata dalla Borgo Etrusco e regolata da un contratto regolarmente sottoscritto dalle parti, il professionista fiorentino ha qualcosa da ridire.
«Una accettazione – prosegue l’ex direttore – espressa e almeno tre articoli vessatori sono, a mio avviso, contenuti nel contratto. Inoltre le spese condominiali andrebbero divise fra quelle del condominio e quelle della gestione degli appartamenti. La cosa più clamorosa è però che ci è stato notificato sia il pagamento dell’Imu sia quello della tassa di soggiorno, una decisione a mio avviso in contraddizione: l’appartamento l’ho pagato e quindi e di mia proprietà, allora perché devo sottostare alla tassa di soggiorno? Ed infatti mi sono rifiutato per iscritto di pagarla».
Buona parte delle problematiche secondo il professionista fiorentino risalgono infine alla legislazione in materia di Cav. «Chi si è occupato della stesura delle leggi che regolano l’attività di queste strutture in Regione ha commesso a mio avviso delle leggerezze – conclude Bartolozzi – creando delle potenziali situazioni di conflitto che complicano la vita a chi decide di fare un investimento come quello di acquistare una casa».
Michele Nannini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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