Il Tirreno

Grosseto

Nessuna offerta per comprare la Mabro

di Francesca Gori

Il bando sarà probabilmente prorogato. Russotto: «Qualcuno si è fatto avanti, ma ha chiesto un po’ più di tempo»

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GROSSETO. Non c’è stato nemmeno bisogno di rischiare di trovare la neve per strada: a Padova, nello studio dell’advisor Riccardo Bonivento non c’era alcuna busta da aprire. La Mabro, a questo giro, non l’ha voluta nessuno nonostante che tanti imprenditori si siano fatti avanti con il commissario giudiziale Giampiero Russotto per acquistare l’azienda. Ma le promesse di investimenti per un milione e mezzo di euro alla fine sono state solo parole. «Gli imprenditori che mi hanno contattato per mettere sul piatto quei soldi - spiega il commissario - poi non hanno risposto al bando. E l’asta è andata deserta, con mio enorme dispiacere. Ero convinto che qualcuna delle telefonate che ho ricevuto io e l’advisor avrebbero portato a qualcosa». Invece ora è tutto da rifare. Nello studio padovano di Bonivento una proposta è arrivata. «Ma si trattava solo di un’azienda interessata ad acquistare il sistema informatico della società - spiega - offrendo diecimila euro. Non l’abbiamo nemmeno presa in considerazione».

Ora la strada da percorrere è tutta in salita. Qualche azienda, solida e pronta ad affrontare un investimento di almeno mezzo milione di euro, ci sarebbe. «Ma ci hanno chiesto più tempo per mandare un’offerta - spiega - e quindi dovremmo allungare i tempi del bando, almeno fino a domenica». La procedura però, potrebbe essere più snella. Se il giudice delegato Vincenzo Pedone darà l’ok, le offerte potranno essere inviate attraverso la posta elettronica certificata, in modo da accorciare i tempi e permettere alle società interessate alla Mabro di farsi avanti. Qualche nome interessante, infatti, ci sarebbe. E non sarebbe nemmeno un problema la stima fatta dall’advisor nella perizia, che è appunto allegata al bando. Si parla di un milione e duecentocinquantamila euro, per restare nel capannone di via Senese o di un milione e centomila euro se fosse previsto il trasferimento in un’altra sede. «Ma il prezzo della perizia non è vincolante - spiega Russotto - perché se arriva un compratore e mette sul piatto cinque o seicentomila euro senza dubbio ne discutiamo». Al di là del conto, quello che tiene appeso a un filo di speranza la trattativa per la vendita della Mabro sono state le telefonate ricevute dall’advisor. «Non me lo aspettavo che il bando andasse deserto - dice Russotto - ma le manifestazioni d’interesse che ho ricevuto, alcune anche per un milione e mezzo di euro, alla fine non sono state messe nero su bianco. Speriamo davvero, con la pubblicazione della proroga del bando, che si possa aprire uno spiraglio per questa azienda. Ero convinto che ce l’avremmo fatta».

Dopo la pubblicazione della proroga, forse, le cose si chiariranno e chi ha detto di essere interessato, potrà dimostrarlo. E con la proroga del bando, il commissario ha anche risposto alla richiesta dei sindacati. Domani, il commissario giudiziale sarà a Roma, al Ministero per risolvere un altro problema, altrettanto urgente. Quello della cassa integrazione per i dipendenti della Mabro. «In questo modo potremo dare un po’ di respiro a tutte quelle famiglie che sono senza stipendio da mesi - dice - e continuare a cercare qualcuno che prenda l’azienda. Ma le risposte che ci aspettavamo su questo, non sono purtroppo arrivate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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