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dal primo febbraio

La caccia sta per finire Riaprono cinque gabbie

GROSSETO. Finisce la caccia al cinghiale in Maremma e in Amiata, e vengono di nuovo installate le gabbie per catturare i predatori di ovini. Dal 1º febbraio torna, da parte della Provincia di...

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GROSSETO. Finisce la caccia al cinghiale in Maremma e in Amiata, e vengono di nuovo installate le gabbie per catturare i predatori di ovini. Dal 1º febbraio torna, da parte della Provincia di Grosseto, il via libera alla cattura mediante gabbie di ibridi tra cane e lupo, una delle azioni pilota per la riduzione della perdita del patrimonio genetico del lupo in Italia nell’ambito del progetto Life Ibriwolf avviata a giugno.

La determinazione dell’amministrazione provinciale è datata 28 gennaio e riguarda la sistemazione delle gabbie di cattura in siti idonei, scelti anche sulla base delle indicazioni delle associazioni agricole, tenuto conto degli attacchi agli ovini da parte di predatori presumibilmente canidi, subiti da aziende agricole e zootecniche e, tra queste, scegliendo quelle maggiormente colpite.

Infatti, dall’apertura della caccia l’unica gabbia rimasta funzionante era quella di Poggio Scovavento nel comune di Roccalbegna. Adesso ne saranno sistemate altre cinque gabbie: quattro nel comune di Scansano e una in quello di Roccalbegna, mentre l’attivazione delle altre è rimandata ad atti successivi per non meglio specificati motivi.

«Durante la caccia al cinghiale – spiega l’assessore all’Agricoltura della provincia di Grosseto, Enzo Rossi – siamo costretti a togliere le gabbie, perché vi vanno a finire tutti i canidi e potrebbe accadere che le gabbie di cattura attirino i cani dei cacciatori. Ma il 31 gennaio la caccia al cinghiale chiude e riattiveremo da subito questo sistema per fronteggiare le predazioni».

La determinazione provinciale stabilisce di attivare, in collaborazione con il comando della polizia municipale di Scansano, la cattura con le gabbie identificate con le targhette numero 17 bis, 48, 49 e 50 nei pressi della Località Trasubbie nel comune di Scansano e la gabbia 12 all’azienda Pastorelli in comune di Roccalbegna.

«Le gabbie sono controllate due volte al giorno – spiega l’assessore Rossi – ad opera di persone indicate nella determinazione provinciale». Nel caso di cattura di cani vaganti o inselvatichiti, la persona incaricata dovrà contattare il comune o struttura da esso incaricata per la presa in custodia dello stesso animale nei tempi idonei».

Per la cattura di soggetti ibridi cane-lupo o lupo, dovrà immediatamente essere contattato il Crasm che dovrà preoccuparsi della liberazione del lupo o del ricovero presso il Crasm dell’ibrido. Saranno liberati immediatamente, oltre al lupo, anche altri animali selvatici e non selvatici. Solo nel caso fossero catturati cinghiali con le gabbie, si dovrà provvedere all’abbattimento. Nel caso di ogni cattura, qualsiasi essa sia, il soggetto incaricato della sorveglianza delle gabbie dovrà contattare la polizia provinciale e l’ufficio provinciale Attività faunistico venatorie.

Molti allevatori, comunque, tornano a criticare questo tipo di cattura, soprattutto perché ritengono che sia arduo stabilire se a finire nelle gabbie siano ibridi o lupi: «Molti di noi allevatori – afferma Emilio Del Casale di Stribugliano – sono convintissimi che di lupi in giro non ve ne siano quasi più e che i predatori siano tutti (o quasi) ibridi. Dunque prima di rilasciare un animale che assomiglia a un lupo, bisognerebbe fargli l’esame del Dna. Altrimenti si rischia di lasciare libero un predatore che continuerà ad agire indisturbato sulle nostre greggi». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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