Il Tirreno

Grosseto

«Io la ricordo negli anni ’30: era più bella»

«Io la ricordo negli anni ’30: era più bella»

Umberto Spallone, ottantenne, torna indietro nel tempo. «Ma che sala Eden? Lì c’era le Follie Estive»

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GROSSETO. «Ma che grossetani sarebbero questi? Grossetano è chi è stato sotto le bombe il lunedì di Pasqua del ’43, chi andava al mercato in piazza del Sale e poi al bar lì davanti, da Rachelina. Chi ha passeggiato in piazza davanti al duomo dove ora c’è la banca, chi faceva la spesa al mercato di piazza del Sale. Chi, come noi bambini, giocava sulle Mura. Io conoscevo tutti i giardinieri, da Burchietti, il capo giardiniere, severissimo quanto buono; a Tonino, cioè Antonio Poggiani. Erano altri tempi, un’altra città».

È la Grosseto degli anni Trenta e Quaranta quella che Umberto Spallone, «grossetano che vuole bene a Grosseto», come si definisce, classe 1933, racconta dopo aver letto sul Tirreno il grande amarcord scoppiato su Facebook nel gruppo “Sei grossetano se”.

Spallone su Facebook non ci bazzica, «il Tirreno però lo leggo e lì ho letto queste dichiarazioni», dice sorridendo. I suoi ricordi della città che fu sono un po’ diversi e, visto che non può farlo per vie telematiche, lo racconta di persona.

«La Grosseto che ricordo era piena di ragazzi – dice Spallone – giocavamo tutti sulle mura che erano curatissime. Il degrado? Cominciò quando si costruì il parco di via Ximenes. Non che critico questa scelta, anzi. Era più comodo, più spazioso. Ma non si pensò a un’alternativa per le Mura».

Ricordi belli, ma anche ricordi tragici, quelli di Umberto. Come, appunto, il bombardamento. «Questo fatto ci cambiò la vita, siamo cresciuti nel giro di un giorno. E anche la città no fu più la stessa».

Eppure non perse il suo fascino. Spallone ha mille ricordi che – dice – «non sei grossetano se non ti appartengono». Come la Casa del passeggero, o il palazzo dell’Annona in via Bertagni, oggi scomparsi la prima bombardata e il secondo trasformato in civile abitazione. «E che dire dell’arrivo della Cea, la Compagnia esercenti automobilistici, primo trasporto pubblico in città?».

Ma più cara di tutto alla sua memoria è la Grosseto dei divertimenti. «L’Eden? Ma che è quella bruttura? Lì c’era le Follie Estive, un locale all’aperto sempre pieno di gente. E poi il Parco Edera sulla terrazza del Maiano, chiamato così perché lo gestiva il Partito repubblicano. Chi non c’ha ballato almeno una volta? È questa la Grosseto che tanti grossetani d’oggi ignorano. E non sei grossetano se non sai queste cose». (f.f.)

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