Attenzione
Il sindaco benedice la candidatura di Marcello Giuntini
Lidia Bai contesta le scelte del partito per le primarie «Quattro candidati sono troppi, nel Pd manca il dialogo»
MASSA MARITTIMA. Il suo posto è molto ambito, forse più di quanto pensasse. Per due volte è stata lei il candidato sindaco a Massa Marittima per il Pd e per due volte ha portato la vittoria a casa. Ora deve abdicare, raggiunti i due mandati, ma resta perplessa osservando la sfida in corso per chi vuole il suo scettro. «Le primarie sono un ottimo strumento di partecipazione, ma occorre parlare più di programmi» dice Lidia Bai. «Secondo me tra i quattro candidati quello con l’esperienza adatta a fare il sindaco è Marcello Giuntini». In questi ultimi mesi di mandato il primo cittadino può assistere alla campagna elettorale come spettatrice. Così come per le prossime primarie del suo partito, anche se in qualche modo si vede coinvolta, è il caso di dirlo, a sua insaputa. «Ho saputo della candidatura di Luciano Fedeli nel corso dell’ultimo direttivo, senza prima un confronto né interno né personale» spiega Bai. E la cosa colpisce, visto che Fedeli è un assessore della sua giunta. Tant’è che il sindaco non nasconde un pizzico di amarezza. «Manca il dialogo». È questo il primo concetto che balza nella mente della Bai spettatrice. «Vanno bene le norme, i regolamenti, le firme e tutti gli altri strumenti di partecipazione che servono durante le primarie, ma queste sembra che abbiano tolto spazio ai programmi e alla discussione interna e verso i cittadini, che sono gli aspetti più importanti». In curriculum lei ha dieci anni di esperienza in campagne elettorali e di assemblee ne ha viste tante. E ora si rende conto che qualcosa è cambiato. «I direttivi sembrano diventate riunioni tra notai: queste modalità lasciano poco spazio al confronto». È proprio di questo che Bai percepisce la mancanza: del confronto. Un passaggio che forse non è stato ben approfondito nell’ultima assemblea Pd da cui sono venute fuori ben quattro candidature: Giuntini, Fedeli, Sandro Poli e Sergio Martini. E non è la prima a sollevare dubbi sul fatto che quattro esponenti siano troppi per delle primarie come quelle di Massa Marittima, dove si corre il rischio di trovarsi alla fine senza un candidato forte. Anche sui nomi in gara, poi, Bai ha una sua idea. «Penso che Giuntini abbia la giusta esperienza per poter fare il sindaco. Arriva da una realtà più piccola come quella di Montieri, ma adesso è in grado anche di fare bene in una più grande. È una persona affidabile che sa rapportarsi molto bene anche con i giovani». Al contrario di quanto pensavano in molti, quindi, non è Fedeli, suo assessore, il candidato preferito del primo cittadino uscente. «Il fatto che io abbia saputo della sua candidatura durante l’ultimo direttivo, quando l’ha annunciata, dimostra che il dialogo è venuto meno».
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