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Grosseto

«Il carcere è inadeguato» l’accusa del garante

«Il carcere è inadeguato» l’accusa del garante

Franco Corleone in visita in via Saffi: «Fino a cinque persone in una cella, non è possibile». Il sindaco: «Abbiamo lo spazio per farlo nuovo»

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GROSSETO. Carcere senza spazi verdi e troppo piccolo: visita nella struttura di via Saffi ieri per il sindaco Emilio Bonifazi e il garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, accompagnati dalla direttrice Maria Cristina Morrone. E nel successivo incontro nella sala del Consiglio comunale, Franco Corleone ha spiegato: «La struttura, pur essendo ben tenuta, pulita e registrando un grande impegno del personale anche nel promuovere un rapporto positivo con i detenuti, non rispetta più le necessarie condizioni di vivibilità. È troppo piccolo, senza spazi verdi e con celle che ospitano fino a 5 detenuti in pochi metri quadrati».

«Il Comune di Grosseto - ha risposto il sindaco Bonifazi - ha già individuato un'area della città, quella della Serenissima, dove lo Stato potrebbe realizzare un nuovo carcere a servizio di un territorio molto vasto come il nostro. Lo abbiamo fatto con l'approvazione del regolamento urbanistico, nel quale potremo anche inserire strumenti per consentire allo Stato di valorizzare l'attuale edificio che è di sua proprietà ma, più di questo, come Amministrazione, non possiamo fare».

Il penitenziario di via Saffi ospita 25 detenuti e rappresenta una piccola realtà nel contesto delle 19 strutture regionali che ospitano complessivamente circa 4000 persone.

«Anche se si tratta di un carcere molto attivo - ha spiegato Alessio Scandurra della fondazione Michelucci - con un movimento tra entrate e uscite che si aggira intorno alle 300 persone, per il 70% legate a reati di droga. Solo sei detenuti sono qui per scontare la pena; gli altri sono in attesa di un giudizio definintivo».

Nelle scorse settimane Regione e Ministero hanno firmato un importante protocollo d'intesa che riguarda l'edilizia carceraria e che punta ad una razionalizzazione delle strutture e anche ad un loro potenziamento. «Ma conoscendo la situazione dei fondi disponibili a livello nazionale – ha precisato il sindaco – non si vedono all'orizzonte interventi rapidi per la Maremma. Nel protocollo, purtroppo, per questa terra ci sono delle buone intenzioni ma niente di più» e Corleone ha aggiunto: «Purtroppo in un Paese soggetto ad una condanna dalla Corte europea dei Diritti umani che è un vero e proprio “marchio di infamia”, mancano oggi tante risorse per tante cose, e quindi anche per il sistema carcerario. Ho chiamato insieme al sindaco il commissario di governo per l'edilizia carceraria, il prefetto Sinesio, ma è evidente che si tratta di un investimento imponente e che l'attuale struttura di via Saffi non appare particolarmente adatta ad essere valorizzata da parte dello Stato che ne è proprietario».

La situazione è dunque quella di un territorio maremmano che ha due strutture carcerarie, quella di Massa Marittima e, naturalmente, il carcere del capoluogo in via Saffi, dal grande valore storico ma ormai inadeguato e non rispondente alle esigenze del territorio. «Come Amministrazione comunale - ha concluso Bonifazi - abbiamo posto in essere le condizioni urbanistiche perché lo Stato possa realizzare un nuovo carcere ma è chiaro che il percorso non è facile. Insieme al garante regionale lo porteremo avanti perché abbiamo nuovamente verificato le condizioni della struttura statale di via Saffi, che sono difficili e non certo per colpa di chi la gestisce o di chi ci lavora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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