Finanza
Entrano dentro al Cai per dormire
Spaccata la porta dell’associazione e divelti gli armadietti: la denuncia
GROSSETO. Non è la prima volta che succede. E se nessuno interverrà, probabilmente non sarà nemmeno l’ultima. Perché l’inverno è ancora lungo, e la sede del Cai, a pochi passi dalla salita delle mura, in via del Mulino a Vento, sembra essere uno dei posti preferiti dove passare la notte. È difficile dormire all’addiaccio, quando le temperature scendono. Ma per trovare un riparo, la notte scorsa, qualcuno ha divelto la porta della sede del Club alpino italiano. Poi, ha cercato qualcosa negli armadietti che sono dentro la struttura, spaccando le serrature. «Tante volte abbiamo chiesto al Comune di poter installare un cancello davanti alla porta - spiega il segretario del Cai - ma purtroppo questa sede è tutelata dalla Sovrintendenza e non ci è mai stato possibile fare qualcosa». Al Cai non ci sono più computer e telefoni. Soprattutto, dentro la sede, non viene lasciato nemmeno un euro. «Ma ci sono persone che vivono sulle Mura della città, che dormono e bivaccano qui - aggiunge - e più di una volta, anche nei mesi scorsi, siamo stati presi di mira. Non che ce l’abbiano con noi. Solo che la sede si presta a questo tipo di incursioni». E per un’associazione come il Cai, spendere soldi, tanti soldi, per sistemare la porta d’ingresso della struttura, è un problema serio. «Ora dobbiamo sistemare tutto - aggiunge il presidente dell’associazione Francesco Profico - e non possiamo permetterci di spendere tutti questi soldi. La nostra associazione, in questi momenti di crisi, vive di volontariato. E cerchiamo di dare una mano a chi ha più bisogno». Già le spese per l’affitto pesano sul Cai. Poi ci si mettono anche i vandali, che proprio vandali non sembrano essere. «Abbiamo sporto denuncia - aggiunge il segretario dell’associazione - anche se sembra che non ci abbiano portato via niente. Ma non possiamo andare avanti in questo modo». Il problema delle incursioni dentro il Cai sembra essere ancora lontano da una soluzione definitiva. «Se non è possibile installare un cancello davanti alla nostra porta - dice ancora il segretario Giovanni Talocchini - si potrebbe fare come in Inghilterra e chiudere l’accesso alle Mura in orario notturno. Chi ha devastato la nostra porta non è qualcuno che voleva rubare, probabilmente. Ma qualcuno che è entrato qui dentro per dormire al riparo dal freddo e dal gelo».
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