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Grosseto

la vertenza ex mabro

Scade il bando di gara nessuna busta da aprire

Scade il bando di gara nessuna busta da aprire

GROSSETO. Non ci sarebbe alcuna manifestazione d’interesse rilevante per il bando di cessione della Mabro. La scadenza era fissata per ieri alle 12, ma pare che nessun acquirente si sia fatto avanti....

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GROSSETO. Non ci sarebbe alcuna manifestazione d’interesse rilevante per il bando di cessione della Mabro. La scadenza era fissata per ieri alle 12, ma pare che nessun acquirente si sia fatto avanti. Una sola busta sarebbe infatti arrivata sulla scrivania dell’advisor Riccardo Bonivento, a Padova, ma si tratterebbe dell’interesse per un cespite di azienda. Probabilmente, per il software della Mabro. Oggi, il commissario giudiziale Giampiero Russotto aveva appuntamento con l’advisor, ma se davvero non ci fosse alcuna offerta sulla scrivania dello studio padovano, potrebbe anche evitare di macinare chilometri fino al Veneto.

Un segnale, questo, che suscita più di una preoccupazione. Il commissario giudiziario infatti, nel bando, aveva anche cercato di vendere la società in due rami d’azienda. Ma acquistare una fabbrica con 216 dipendenti e con la produzione ormai ferma da tempo, sembra non aver avuto alcuna risposta sul mercato.

Un fatto, questo, che non è passato sotto il silenzio delle rsu Cgil che hanno aspettato ieri, data di scadenza del bando, per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Non siamo ancora entrati nella gestione della Prodi, lo saremo solo quando il commissario avrà sciolto positivamente la riserva e, conseguentemente, il Tribunale con proprio decreto dichiarerà aperta la procedura di amministrazione straordinaria - scrivono - ci siamo ripetutamente chiesto il perché di questo bando, che salta tutte le funzioni attribuite dalla legge al Ministero, che non sono di poco conto trattandosi di scelte di politica industriale. Soprattutto abbiamo rilevato che il bando non pone realmente un termine definitivo, il 27 gennaio, perché il commissario ha “...la facoltà di sospendere e/o interrompere la procedura...qualunque sia il suo stato di avanzamento...” e che “A procedura già avviata il commissario, a propria discrezione, potrà, in qualsiasi fase della stessa, ammettere alla procedura di vendita nuovi soggetti.”. Quindi secondo l'ideatore del bando ci sarà chi avrà versato risorse ed avrà preso impegni da mantenere per almeno sei mesi e chi invece interverrà a sorpresa, senza versare un euro, non assumerà impegni e, inoltre, giocherà a carte coperte mentre gli altri concorrenti avranno scoperto le proprie». Una trattativa libera, quindi, che non piace alle rsu. «E che potrebbe anche mettere a rischio - dicono - anche la cassa integrazione, che ci è stata assicurata dalla Regione». (f.g.)

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