Il Tirreno

Grosseto

Lupo decapitato e esposto Orrore nell’alto Lazio

di Fiora Bonelli
Lupo decapitato e esposto Orrore nell’alto Lazio

La strage ad opera dell’uomo varca i confini provinciali e colpisce nel Viterbese L’animale è stato lasciato vicino all’Aurelia. Intanto la petizione on line cresce

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GROSSETO. La strage di lupi ad opera dell’uomo varca il confine provinciale. E finisce per colpire un predatore nell’alto Lazio. Questa volta, se possibile, con ancor maggiore violenza e un vero e proprio accanimento contro l’animale.

Un lupo è stato preso a fucilate, decapitato e poi appeso per le zampe in località Spinicci, comune del Viterbese, al confine con la provincia di Grosseto. L’animale, dopo essere stato ucciso è stato trasportato sul ponte nei pressi dell’Aurelia e legato in modo che tutti lo potessero vedere, con le stesse modalità già tristemente viste in occasioni di uccisioni di predatori in provincia di Grosseto. Sommato alle uccisioni in provincia di Grosseto, il lupo di Spinicci è il nono caso di predatori uccisi deliberatamente e messi in mostra.

Ma per alcuni violenti che ricorrono alle armi contro i predatori, ci sono anche persone che, al contrario, si battono per la loro salvaguardia. In questo caso a suon di click. Sono arrivate a 20mila le firme per salvare il lupo raccolte on line dall’associazione di tutela ambientale La Duna di Follonica, con una chiamata alle armi di pochi giorni or sono che ha avuto subito un grande riscontro: «Noi, Wolf Emergency, Save the wolves e tutte le migliaia di persone che amano il lupo e la natura e hanno firmato l’appello – spiega in una nota Marco Stefanini che guida La Duna – pretendiamo che la legge venga fatta rispettare e che le istituzioni trovino i sistemi per arrivare a un equilibrio senza dover assistere tutti i giorni a episodi di crudeltà malata verso questi animali. E che non si parli più di deroghe per l'abbattimento di questo meraviglioso animale».

Stefanini riconosce comunque, che un problema predatori c’è. «Tuttavia – aggiunge – non si ricorda un simile scempio nei confronti della popolazione canide selvatica in Maremma, sia toscana che laziale, con lupi ammazzati a fucilate, a bastonate, con trappole di ogni tipo, lacci strangolatori e una volta uccisi scaricati nelle pubbliche piazze dei comuni collinari del grossetano. Abbiamo assistito, giorno dopo giorno, a un aumento costante del fenomeno». Stefanini invita i pastori a ricorrere a una maggiore vigilanza, a un maggior uso dei cani da pastore, alle recinzioni e a sistemi incruenti.

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