Il Tirreno

Grosseto

Giudici assolvono centenaria ma lei è morta

Annina Mariani citò il Comune di Arcidosso per la Tarsu. Aveva ragione, ma la sentenza arriva tardi

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ARCIDOSSO. Chissà come sarebbe stata felice Annina Mariani se fosse stata ancora viva. Ma 100 anni sono tanti, la morte è stata più veloce della giustizia e la sentenza non l’ha potuta assaporare. I suoi eredi, Vilma Pastorelli e Bruno Pastorelli, hanno però riscattato la buona fede della signora Annina, la centenaria che qualche anno fa si era ribellata al Comune di Arcidosso per l’applicazione in modo illegittimo della Tarsu e hanno visto riconosciute le loro ragioni in sede giudiziaria.

Lo rendono noto gli stessi eredi che spiegano: «La commissione tributaria della Regione Toscana, con sentenza 41/25/14 depositata il 9 gennaio, ha confermato le ragioni riportate più volte in consiglio comunale dalla minoranza, i consiglieri Michele Nannetti, Alberto Lazzeretti e Gonippo Bramerini. In sede giudiziaria la pratica è stata seguita egregiamente dall’avvocato Sabrina Natalini. La commissione tributaria di secondo grado ha infatti accolto i motivi del ricorso». La commissione tributaria, che è il tribunale per le tasse, ha riconosciuto la circostanza, prevista dalla legge 311 del 2004, che i Comuni debbano dare comunicazione agli interessati della avvenuta modifica d’ufficio delle superfici computabili» ai fini del calcolo della tassa. E che tale adempimento è stato omesso nel caso della signora Annina.

Inoltre, pur essendo la norma operante da 1º gennaio 2005, il Comune ha atteso fino al 2009 per procedere alle rettifiche, continuando a inviare alla contribuente lo stesso avviso di pagamento senza indicare alcuna variazione nel computo della superficie e pretendendo poi di irrogare le sanzioni collegate al tributo anche per gli anni anteriori.

Una storia singolare, per una centenaria di Montelaterone, multata dal Comune di Arcidosso per la tassa sui rifiuti e che nonostante l’età non certo verdeggiante, nel 2010, con grinta e determinazione portò avanti una sua personale battaglia contro l’amministrazione e ricevette il plauso e il sostegno della minoranza.

La signora Mariani si rivolse alla commissione tributaria provinciale contro l’applicazione a suo carico da parte del Comune di maggiori tariffe, interessi e sanzioni dal 2005 al 2008 riguardanti la tassa sui rifiuti. Fra l’altro la Mariani aveva sempre pagato le tasse richiestele dal Comune senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione.

Il ricorso verteva su alcuni punti: alla signora il Comune non aveva mai comunicato, come invece la normativa prevede; il maggiore importo da pagare nei 4 anni per cui era stata sanzionata; la circostanza che il regolamento comunale, nonostante la legge stabilisca diversamente, sembra non riportare nulla sula intervenuta modifica legislativa; il fatto che il Comune in quel momento fosse all’apparenza sprovvisto di deliberazioni (di consiglio o giunta) che recepissero le disposizioni della Finanziaria 2005 per applicarle; il fatto che al Comune risultavano dichiarati i 70 metri quadrati calpestabili dell’appartamento di Annina e cioè gli unici verosimilmente tassabili ai fini della tassa sui rifiuti, prima che intervenisse la modifica legislativa. Il fatto fu pure discusso nel consiglio comunale del 19 marzo 2010, ma senza esiti esaurienti secondo la minoranza che aveva presentato un’interrogazione. A distanza di 4 anni, dopo la morte della signora Annina, arriva la sentenza.

Fiora Bonelli

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