Il Tirreno

Grosseto

Aggredì l’ex genero, va ai domiciliari

di Francesca Gori
Aggredì l’ex genero, va ai domiciliari

Per i giudici del tribunale del riesame l’uomo, 43 anni, non voleva uccidere il ragazzo in pizzeria

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FOLLONICA. Per il tribunale del riesame di Firenze, quel colpo sferrato dall’ex suocero al culmine di una lite con il genero, non è corrisposta al tentativo di ucciderlo. Ma solo di ferirlo. Per questo, Bledar Hysko, l’albanese di 43 anni arrestato dai carabinieri la sera dell’ultimo dell’anno, dopo che aveva aggredito il genero nella cucina della pizzeria La Limonaia, è stato scarcerato ieri mattina.

L’avvocato Mimmo Fiorani, penalista dello studio Fusco e Fiorani associati di Follonica, con il collega grossetano Riccardo Lottini avevano depositato richiesta di riesame, dopo che il loro cliente aveva deciso di non rispondere all’interrogatorio di garanzia. La memoria presentata dai legali e i documenti che compongono il fascicolo del pm, sul quale il gip si era espresso per la carcerazione del quarantatreenne, hanno convinto il tribunale del riesame di Firenze (presidente Livio Genovese con i giudici Maria Elisabetta Pioli e Pier Francesco Magi) a applicare gli arresti domiciliari a Hysko.

L’uomo si era presentato in pizzeria probabilmente con un cacciavite. Non aveva digerito, probabilmente, il fatto che quello che sarebbe dovuto diventare il suo futuro genero, avesse fatto del male a sua figlia. Che l’avesse lasciata. Quel colpo, però, non lo avrebbe potuto uccidere. «I dati emersi appaiono - scrivono i giudici - così condividendosi le considerazioni difensive, essenzialmente equivoci, visto che non c’è mai stato pericolo di vita per l’uomo aggredito e che quelle ferite sarebbero guarite in dieci giorni». Dopo otto giorni di ospedale, l’ex genero è stato dimesso.

Non c’era volontà omicida, per i giudici del tribunale del riesame. C’era stata un’aggressione, certo. Ma la forza messa in quel colpo, l’arma utilizzata per ferire il ragazzo e anche l’allontanamento dal ristorante, subito dopo aver provocato quella ferita all’ex genero, dimostrerebbro che Hysko non voleva uccidere il trentenne. Lo ha ferito, ma quelle ferite, per il tribunale fiorentino, potrebbero essere qualificate con il reato di lesioni personali aggravate dalla premeditazione e dall’uso dell’arma.

In più, hanno specificato gli avvocati Fiorani e Lottini, Bledar Hysko è incensurato. Motivazioni, queste, che hanno spinto il tribunale a riformare l’ordinanza del gip, e, una volta accertato che la moglie dell’uomo lo avrebbe tranquillamente accolto nella loro casa coniugale, metterlo agli arresti domiciliari. Specificando appunto che quello è il posto nel quale deve stare chi è accusato di lesioni personali volontarie aggravate dalla premeditazione e dall’uso di arma e non di tentato omicidio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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