La manifestazione
«Per il riscaldamento sentano il Comune»
L’Epg risponde alle due famiglie di Prata che non possono utilizzare la stufa a pellet
MASSA MARITTIMA. Il problema è che una situazione come quella di Prata è «indipendente dalla nostra volontà e competenza». L’Epg (edilizia provinciale grossetana) spiega la sua posizione sul caso di via Ispanto, dove due famiglie sono alle prese con il problema del riscaldamento. Per anni sono andati avanti grazie a una stufa a pellet, ma adesso, dopo una segnalazione e una legge, sono costretti a toglierla. Il nocciolo sta in questi termini: la stufa fa uscire il fumo dalle pareti, mentre la normativa impone che le emissioni avvengano dal tetto. Le due famiglie hanno chiesto di poter realizzare un camino, ma l’Epg ha negato il permesso. Il gpl poi costa troppo. «Purtroppo la crisi finanziaria incide in modo pesante sul reddito delle famiglie e, senza dubbio, riscaldarsi con un impianto a gpl costa caro – dice la società - Niente di più vero, ma l’Epg non può né cambiare queste due realtà né tanto meno prendersi responsabilità per fatti che non dipendono dal suo operato». Quella di Prata «non è una situazione isolata» spiega l’Epg. Ma il problema è che è difficile se non impossibile intervenire per la società. «È, di fatto, un problema legato al sostentamento delle famiglie – si legge in una nota - Da parte nostra se i redditi sono bassi applichiamo canoni bassi o, addirittura, nei casi di reddito zero applichiamo il canone sociale di 12,90 euro, ma altri costi non sono di nostra competenza. Non possiamo intervenire, spendendo soldi pubblici, per costruire un secondo impianto di riscaldamento quando il primo è perfettamente funzionante e a norma». Entra infatti nello specifico di Prata la società. «L’Epg spa è tenuta per Legge a realizzare negli alloggi di edilizia pubblica un impianto di riscaldamento a norma, dotato di un generatore, di radiatori e di un termostato per regolare la temperatura. Questo è ciò che è stato fatto in entrambi i due fabbricati, di sei alloggi ciascuno, in via Ispanto, a Prata». Soluzioni insomma, spiega l’Epg, vanno trovate altrove. «Le famiglie in difficoltà economiche devono percorrere altre strade, rivolgendosi agli uffici comunali per le Politiche sociali e ad altre realtà che si occupano del disagio sociale, magari ottenendo un contributo per il pagamento del gpl. Lo stesso discorso vale per la costruzione di un impianto di riscaldamento ausiliario, sempre ovviamente per quelle famiglie che hanno redditi molto bassi o non lo hanno. Per gli altri non resta che pagare il gpl, magari razionalizzando il consumo, o provvedere a un sistema di riscaldamento ausiliario a proprie spese». Altro problema sollevato dalle famiglia di via Ispanto era quello della muffa che continua a crearsi dietro le pareti della casa. «Purtroppo – conclude l’Epg - i cambiamenti del clima nell’ultimo decennio che hanno registrato nella nostra area un notevole aumento del tasso di umidità non aiutano. Inoltre per evitare la formazione della condensa bisogna areare frequentemente l’ambiente e mantenere la stessa temperatura in tutte le stanze, cosa che non si verifica con una stufa». (a.f.)
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