La manifestazione
Multata per errore, calvario senza fine
Iris, 88 anni, nel 2009 parcheggia regolarmente ma viene sanzionata. Il giudice le dà ragione, ma ora Equitalia vuole i soldi
MARINA DI GROSSETO. Dopo il caso – raccontato dal Tirreno venerdì – di Francesco De Angelis, invalido all’85% multato per sbaglio per un ingresso legittimo nella Ztl di Castiglione della Pescaia e che dal 2011 aspetta che gli sia cancellata la sanzione, spunta un altro caso di pasticcio burocratico ai danni di invalidi ingiustamente multati per infrazioni mai commesse e costretti (così va l’Italia) a dimostrare di essere vittime di errori altrui.
La malcapitata è Iris Veltroni, lucidissima 88enne di Marina di Grosseto, ex titolare di un negozio di elettrodomestici, invalida al 100%. Che, dopo aver letto la vicenda di De Angelis, ha preso coraggio e ha telefonato al giornale: «Mi è successa una cosa simile e da 4 anni aspetto giustizia», ha detto.
La signora, che ha difficoltà di deambulazione, è titolare da circa vent’anni di un contrassegno per parcheggiare l’auto – una Punto che guida ancora personalmente – negli stalli per disabili. Uno di questi ce l’ha davanti casa; non è personale («perché quelli li riservano solo a chi è in carrozzina», dice) ma da sempre lo usa regolarmente.
Il calvario di Iris inizia il 14 giugno 2009. All’epoca ha 84 anni. «Ero in casa con mio marito Mario Spartaco – spiega – quando mi chiamano i vicini. Due vigili, un uomo e una donna, mi avevano fatto la multa all’auto parcheggiata. Ho preso la stampella e, con difficoltà, sono uscita. Si erano già allontanati ma ho chiesto al vicino di andarli a chiamare e sono tornati indietro».
Iris è incredula: il posteggio è regolare, il contrassegno sarebbe scaduto addirittura a giugno 2014. Perché allora quella multa da 91,50 euro più due punti decurtati? «E dire che sono stata la prima donna a prendere la patente da privatista a Grosseto», dice con rammarico. «Forse i vigili sono arrivati da dietro e non hanno visto il contrassegno». Cosa sia accaduto è difficile a dirsi. «Comunque, quando ho mostrato loro che ero in regola, la vigilessa si è ripresa la multa e mi ha detto: “Ormai non la posso strappare ma non si preoccupi: appena torno in ufficio gliela cancello”. E per 3 o 4 mesi non ne ho più saputo niente».
I primi di settembre 2009, però, l’amara sorpresa. «Ricevo una notifica della multa e non potevo crederci. Sono andata subito dai vigili a chiedere spiegazioni e mi hanno detto che avevo ragione ma che ormai non si poteva più far niente. “O paga o va dal giudice di pace”, mi hanno detto».
Incredula e arrabbiata di doversi difendere da un torto subito, la signora scrive una lettera per spiegare l’accaduto, prende la notifica e va dal giudice di pace. «A salire tutte le scale mi sono pure sentita male, visto che soffro di cuore – racconta – e sfortuna volle che quel giorno era sciopero». Torna qualche giorno dopo e finalmente il 14 dicembre è fissata l’udienza. Il giudice Colantuomini Romagnoli riconosce le sue ragioni e sospende l’esecuzione della sanzione. «Sono tornata 4 o 5 volte dal giudice – spiega Iris – sempre con le mie difficoltà, finché non mi ha detto che era tutto a posto e che potevo star tranquilla».
E invece non era finita per niente. I primi di dicembre del 2013, quattro anni dopo, Iris riceve una lettera di Equitalia. E la vecchia faccenda della multa si riaffaccia. «Eccolo, – dice mostrando il sollecito di pagamento – con la mora la sanzione è salita a 132,32 euro e mi danno 90 giorni per pagare». Incredibile? Eppure è così. «Andrò a parlare con Equitalia ma forse avrei dovuto fare come quel signore di Castiglione e andare dal prefetto. Di certo non avrei mai pensato di dover finire sul giornale per dimostrare le mie ragioni».
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