Morì dopo la caduta, nove medici assolti
Il gup: «Impossibile stabilire il nesso tra il ritardo della diagnosi delle lesioni vertebrali e il decesso
ROCCALBEGNA. «Pur in presenza di un marchiano ritardo diagonostico, posto che le lesioni vertebrali erano già evidenti nell’esame Tac dell’8 dicembre 2008, non è possibile dimostrare il nesso causale tra il ritardo e la morte». È questa la conclusione cui è arrivata il gup Valeria Montesarchio, che ha depositato le motivazioni con le quali - nell’ottobre scorso - aveva assolto (il fatto non sussiste - rito abbreviato) i medici Simone Governi, Valerio Lunghi, Pierfrancesco Perani, Alberto Del Corona, Gianandrea Badiani, Claudio Paradiso, Emanuele Bartalucci, Simone Gallerini e Sergio Pieri dall’accusa di omicidio colposo per la morte di Ferruccio Fontani, caduto quel giorno stesso da un olivo ma morto a Siena il 10 gennaio 2009.
Il giudice segue il consulente Mario Gabbrielli, il quale aveva dichiarato l’impossibilità di esprimersi in termini di ragionevole certezza sulla causa della morte, e di esprimere un parere di responsabilità professionale. È vero che c’era un sanguinamento da gastrite, anche importante, ma fu conseguenza della gastrite causata a sua volta dello stress da traumatismo e dai trattamenti farmacologici e dall’intervento «ma non si può attribuire il sanguinamento a responsabilità professionale. Il ritardo diagnostico non fu determinante in quanto tutti i trattamenti sarebbero stati comunque intrapresi e del pari vi sarebbe stato comunque un prolungato trattamento farmacologico con farmaci potenzialmente gastrolesivi», nota ancora il giudice.
E «le patologie pregresse e un cospicuo sanguinamento cerebrale recente rispetto al decesso del paziente, avvenuto tra l’altro dopo l’intervento chirurgico pratico a Siena a opera di altri medici, non consentono di affermare con certezza che la tempestiva diagnosi della lesione vertebrale, accertabile mediante la risonanza magnetica, avrebbe evitato la morte di Fontani».
Impossibile cambiare in giudizio l’imputazione in lesioni gravissime, perché si tratta di un fatto nuovo da quello oggetto del procedimento. La famiglia di Fontani procede in sede civile.
(p.s.)
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