Il dolore
Abbatté un cippo, ne restaura 93
Nel 1977 Magnani danneggiò un colonnino ai caduti a Castel del Piano. Dopo 37 anni dona un restyling
CASTEL DEL PIANO. Una storia vecchia, ma segnata nel libro degli impegni da onorare, una specie di ex voto rispettato, contribuirà a ripristinare il parco della rimembranza di Castel del Piano dedicato ai caduti nella prima guerra mondiale.
Alle celebrazioni che avverranno nel 2015, in ricordo della grande guerra, l’amministrazione casteldelpianese sta lavorando da tempo e nel progetto del centenario è centrale la risistemazione del Monumento. L’area è caratterizzata da un obelisco circondato da aiuole e che si trova al centro di uno spazio delimitato da due file di pini. Davanti ad ogni pino c’è un piccolo cippo di peperino con una lastra marmorea sopra la quale è inciso il nome di un soldato morto in guerra.
I caduti casteldelpianesi durante la prima guerra mondiale sono 93, mentre i cippi al momento risultano 91. Due sono scomparsi. Della sparizione di uno di questi due, conosciamo il perché ed è da qui che comincia la storia.
Nel 1977, Mauro Magnani, un casteldelpianese doc, oggi abitante a Firenze, in soggiorno a Casteldelpiano, ha un incidente stradale. L’acceleratore della sua automobile “si incanta” e lui va a sbattere contro un cippo, lo butta giù e ferma la sua corsa nel tronco del pino subito dietro.
«Eravamo partiti dal bar La Lucciola – rammenta Magnani – per andare verso Arcidosso, quando l’acceleratore si è bloccato. Con la macchina sfasciata e noi ammaccati, ci ritrovammo davanti al pino. Il colonnino rotto. La mattina dopo, tornati sul posto, vedemmo che il cippo non c’era più».
Fu allora che Magnani decise che sarebbe stata sua cura farlo ricostruire da un marmista e rimetterlo al suo posto con la lapide e il nome del caduto come tutti gli altri cippi. Ma non fu possibile farlo, «perché – spiega – nessuno sapeva quale nome fosse scritto in quel colonnino».
Da quel momento Magnani comincia una ricerca dei nominativi dei caduti casteldelpianesi «e mi aiutò il maestro Alberto Bonelli – racconta – che era allora presidente dell’associazione combattenti e reduci e ricercatore di storia. Ma era un lavoro improbo quello dell’abbinamento colonnino caduto, perché i caduti erano 93, i colonnini 91 e oltretutto in molti colonnini alcuni nomi erano illeggibili».
Passò molto tempo. Decenni. «Ma poi di recente – prosegue – seppi che l’amministrazione comunale avrebbe ripristinato il monumento in vista del centenario della 1ª guerra mondiale e fu allora che offrii al sindaco Claudio Franci il mio interessamento. “Devo onorare un vecchio debito”, gli dissi. “Del ripristino di tutti i colonnini me ne farò carico io”».
Adesso Magnani, con suo figlio e lo studio tecnico del medesimo, ha fatto i dovuti rilievi e le ricerche storiche per mettere mano al lavoro. «La lista dei nomi l’abbiamo – spiega Magnani – e si tratta adesso di far costruire due colonnini nuovi e di incidere i nominativi illeggibili nei cippi privi di targa. Si tratta anche di restaurare gli altri. Ho già trovato l’accordo col marmista e siamo in attesa dell’autorizzazione della soprintendenza, perché andiamo a toccare un monumento storico e vogliamo fare tutto al meglio».
Intanto il Comune entro il 2015 risistemerà i vialetti, metterà mano al restyling dei pini e alla mole centrale. «Il Monumento è protagonista nelle celebrazioni del centenario della grande guerra – spiega il sindaco Franci – insieme a una mostra che stiamo organizzando, di una parte di materiale, anche iconografico, dell’archivio dei combattenti e reduci. Un lavoro e una celebrazione che condivideremo con le scuole come facemmo anche per i 150 anni dell’Unità d’Italia. In ogni caso devo dire che il Monumento sarà restaurato con il contributo fattivo di un concittadino che ha voluto onorare così un impegno che di cui non si è scordato nel corso di 30 anni e più, con un sostegno per questa amministrazione che va ben al di là del valore di un colonnino, ma che coinvolge la sensibilità e l’affetto che Magnani sente per il suo Castel del Piano».
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