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Un “lupo” gli ringhia davanti casa

Un “lupo” gli ringhia davanti casa

Incredibile vis à vis di un allevatore di Montepò. E cresce la paura

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SCANSANO. «Un lupo mi ha rogato e mi si è avventato mentre ero alla porta di casa mia». E non è la novella di Cappuccetto Rosso, ma è storia vera di ieri. Un fatto accaduto verso le 10,30 al podere Confini a Montepò, Polveraia, di Massimo Petrucci, che quel canide se l’è visto davanti e ha avuto una paura del diavolo.

«Avevo appena lasciato le pecore – racconta – quando ho girato dietro al podere dove abito, e io e quella bestia ci siamo trovati l’uno davanti all’altro. Non me l’aspettavo alla porta di casa, ma probabilmente non se lo aspettava nemmeno lui. Manto rossiccio, orecchie grandi, denti aguzzi, bocca non particolarmente grande. Mi ha visto e mi si è rigirato, mi ha rogato pericolosamente provando ad addentarmi. Sono rimasto immobile. Per fortuna, sempre emettendo il suo gorgoglio, con tutti i nervi tesi, mi è passato rasente alle gambe e si è allontanato. Non mi ha morso, ma mi si è rigirato. C’è da aver paura. Le mie 220 pecore sono in pericolo, ma ora c’è pericolo pure per le persone: queste bestie non hanno più paura di nulla». Il caso di Petrucci è accaduto a Montepò, a 100 metri dal podere di Fausto Cassai delle Fontanelle, che pochi giorni fa vide un predatore far strazio di 4 cani che lo avevano inseguito. «Questi animali – si sfoga Petrucci – adesso non sono più soddisfatti nemmeno delle pecore. Aggrediscono pure i cani e ringhiano alle persone che mai prima d’ora osavano avvicinare. Che si aspetta a risolvere la faccenda?».

Il fatto ha provocato fra i pastori delle vicinanze una grandissima preoccupazione e in un battibaleno la voce si è sparsa, cosicché tutti sono corsi a vedere lo stato di salute dei loro greggi. Gli avvistamenti sono continui in quella zona, tanto per i pastori che per gli automobilisti che li intercettano mentre attraversano la strada o fuggono nelle macchie. Si comincia a ritenere ericoloso inoltrarsi nelle boscaglie dello Sansanese o del Mancianese, perché è frequentissimo imbattersi in questi predatori, randagi, ibridi o lupi.

Claudio Chelli, che lavora in un’azienda di allevamento ovini nello scansanese, era andato qualche giorno fa a caccia al cinghiale. «Eravamo nella zona di Rustica – racconta –. Il nostro cane abbaiava a fermo a un cinghiale sbrancato. Il cinghiale è schizzato verso la macchia. Il lupo è uscito proprio di lì e me lo sono trovato davanti, minaccioso. Un animale di una trentina di chili, il doppio e anche di più di un cane da caccia, di color grigiastro con tutte le peculiarità di un lupo. Lupo o non lupo, ho avuto una paura bestiale. Per fortuna che poi è rientrato nella macchia di gran carriera».

Intanto giovedì un gruppo di allevatori di Scansano ha incontrato il sindaco Sabrina Cavezzini. All’incontro c’era anche Franco Fatarella, uno dei tanti allevatori di Polveraia: «Il sindaco si è messo a disposizione ma ha detto di non poter far molto date le leggi e le regole, e ha dichiarato di aver paura per noi e di temere il peggio in quanto ad aggresisoni alle persone. Ci aveva azzeccato: quel che è successo a Petrucci è davvero pericoloso. Non viviamo più né di giorno né di notte, né negli ovili né a casa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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