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Grosseto

«Su Bagnore 4 nessuno canti vittoria»

«Su Bagnore 4 nessuno canti vittoria»

La Regione replica ai comitati sullo stop imposto dal Tar alla costruzione della centrale geotermica

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FIRENZE. «La Regione non canta vittoria per la sentenza del Tar sulla centrale di Bagnore 4, non lo fanno gli enti locali e sarebbe bene che non lo facesse nessun altro». La Regione Toscana replica all’associazione ambientalista Sos Geotermia che ieri era tornata a commentare la sentenza del Tar che ha bloccato i lavori per la costruzione della centrale geotermica di Bagnore 4, nel comune di Santa Fiora. I giudici non hanno avuto a che ridire sul merito il procedimento, ma hanno contestato che la Regione abbia dato a Enel Green Power l’autorizzazione a costruire (era il 26 novembre 2012) quando l’azienda non aveva ancora fatto pervenire all’Arpat un Protocollo di gestione e manutenzione impianti che rispondesse ai requisiti chiesti da Arpat, arrivato solo nel febbraio successivo.

La Regione nei giorni scorsi ha derubricato questa motivazione a mero cavillo, mentre Sos Geotermia vi ha letto, al contrario, una cattiva pratica da parte dell’ente fiorentino, che – a parere dell’associazione – elargirebbe autorizzazioni corredandole, però, di prescrizioni e aggirando così la legalità.

La Regione non accetta questa interpretazione e ieri ha inviato una nota di replica. «Quello chela Regione fa – si legge – è respingere i tentativi di mistificazione avanzati in questi giorni ribadendo che ci troviamo di fronte a una sententenza importante che riconosce la validità e la serietà del lavoro svolto finora dalla Regione».

Punto primo, il cantiere: «Enel ha già chiuso i cantieri della centrale di Bagnore 4 – spiega la Regione – e non poteva essere diversamente dal momento che è uscita la sentenza. Una sentenza che entra nel merito eccome e conferma la validità della valutazione di impatto ambientale effettuata dalla Regione respingendo le eccezioni sollevate dai comitati».

In particolare il Tar reputa infondato il collegamento idraulico tra il bacino acquifero del Monte Amiata e la falda geotermica profonda; si trova d’accordo con l’Ars-cnr che dice che «i risultati sono ancora in linea con l’ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo del tutto marginale o assente negli eccessi delle malattie» (cosa contestata da Sos Geotermia). Riconosce che è stata effettuata una valutazione cumulativa degli effetti della centrale Bagnore 4 con le altre centrali geotermiche esistenti sull'Amiata, come sostiene la Regione) e che è stata correttamente valutata l’incidenza della localizzazione di Bagnore 4 all’interno del Sic monte Labbro e Valle dell’Albegna.

Infine, sulle emissioni in atmosfera, con particolare riferimento all’ammoniaca, il Tar ha evidenziato la correttezza delle valutazioni compiute dalla Regione (che, per la cronaca, stabilisce dei valori obiettivo da raggiungere perché le emissioni non siano nocive ma non obbliga a rispettarle, riconoscendo che al momento non ci sono tecnologie tali da limitare le emissioni).

«Stabilisce altresì il Tar – sottolinea la Regione – che non può essere invocato il principio di precauzione perché questo “presuppone la deduzione di validi elementi idonei a contrastare ragionevolmente l’insediamento energetico”; diversamente si verrebbe a paralizzare ogni utile iniziativa, quale un impianto per la produzione elettrica con fonti rinnovabili (obiettivo peraltro auspicato anche in sede comunitaria), in base a generiche previsioni di rischio, generato dal cosiddetto effetto Nimby».

Infine la Regione interviene sui permessi di ricerca geotermica di Montenero, contestati da amministratori e cittadini locali e dagli stessi sindaci dell’Amiata grossetana invece favorevoli a Bagnore 4. «La Regione chiarisce che non ci sono “figli e figliastri”.

I Comuni di Piancastagnaio e Santa Fiora sono gli unici Comuni dell'Amiata che storicamente ospitano centrali geotermiche e, per effetto del protocollo d'intesa del 20 dicembre 2007, gli unici in cui era stato previsto di concludere i programmi di sviluppo geotermico già avviati dopo gli studi in campo ambientale e sanitario. E cioè il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4. I sindaci hanno pertanto rispettato gli impegni assunti con tutti i firmatari di quel protocollo».

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