Il Tirreno

Grosseto

Scienziato fai da te con il social mapping

di Sara Landi
Scienziato fai da te con il social mapping

Sbarca a Grosseto un progetto che permette a chiunque di raccogliere dati su animali e piante. Basta un click

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GROSSETO. La Maremma all’avanguardia in Italia nella tutela e nella valorizzazione della biodiversità grazie al metodo della “citizen science” che unisce scienza e partecipazione. L’occasione per parlare di questo singolare primato e dei suoi sviluppi futuri è stata ieri la firma in municipio di un protocollo d’intesa sul tema tra la Fondazione Grosseto Cultura, il Comune di Grosseto e la Regione Toscana, presente con l’assessore all’ambiente Annarita Bramerini.

La citizen science consiste nel coinvolgimento diretto e attivo delle scuole e di semplici appassionati nella raccolta di dati ambientali a fini scientifici e di conservazione delle specie animali e vegetali mappate. Una conoscenza dal basso e partecipata con la mediazione della comunità scientifica e degli esperti, chiamati a vagliare ogni segnalazione per arricchire le banche dati solo con quelle attendibili e verificate.

Il primo maxiesperimento sul campo in questo senso è stato lo scorso anno il Bioblitz all’oasi di San Felice a Marina di Grosseto. «Alla prima edizione del Bioblitz – spiega il direttore del Museo di storia naturale della Maremma, Andrea Sforzi – hanno partecipato oltre 200 persone e in meno di 24 ore, perché il tempo fu davvero inclemente, è stato possibile censire ben 377 specie diverse».

Un dato che da solo dimostra le potenzialità del metodo. «Oltre all’organizzazione di un nuovo Bioblitz previsto a maggio – aggiunge Sforzi – continuiamo a lavorare sul sito www.naturaesocialmapping.it (attivato insieme al Comune e all’associazione Guru@Work) che consente di raccogliere e archiviare dati naturalistici secondo i dettami della citizen science e abbiamo in cantiere corsi di formazione per aspiranti citizen scientists con escursioni sul territorio per mettere in pratica le conoscenze acquisite.

Da giugno inoltre la Fondazione Grosseto Cultura attraverso il Museo di storia naturale della Maremma è entrata a far parte della grande famiglia dell’Ecsa (European Citizen Science Association).

«Siamo l’unico soggetto in Italia a lavorare al momento con questo tipo di metodo – ha sottolineato il presidente della Fondazione Grosseto Cultura Loriano Valentini – ed era importante ottenere il supporto ufficiale delle istituzioni per accreditare il nostro lavoro anche a livello europeo. Questo progetto è la dimostrazione che il museo non è solo un luogo di conservazione ma anche di proposta per il territorio».

«Il protocollo sottoscritto oggi con il Comune di Grosseto e la Fondazione Grosseto Cultura dà all'attività di tutela naturalistica e della biodiversità un valore aggiunto – ha detto l’assessore Bramerini – ed è coerente con gli obiettivi del piano regionale per la biodiversità che abbiamo portato in giunta a dicembre. Molto importante in questo approccio è l’aspetto dell’educazione ambientale e della sensibilizzazione, anche in chiave ludica, delle persone alla tutela di un ambiente di qualità che significa miglior qualità di vita per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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