Il Tirreno

Grosseto

«Corruzione per l’ex cava» Il pm chiede quattro condanne

di Pierluigi Sposato
«Corruzione per l’ex cava» Il pm chiede quattro condanne

Semproniano: il pm Pizza sollecita 3 anni e mezzo per l’ex sindaco Bellini e l’imprenditore Hofer Pena di poco inferiore invocata per l’architetto Morini e per la moglie del primo cittadino

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SEMPRONIANO. Il pm ci va giù duro. Sì, la perizia disposta dal Tribunale potrà aver anche detto qualcosa di più preciso sul valore degli immobili in vendita, potrà anche aver rimesso in scala certi acquisti, potrà anche aver detto che quel terreno è stato anche sottostimato. Ma ciò che Stefano Pizza non riesce a spiegarsi, se non con un'azione illecita, è come mai un imprenditore altoatesino arriva a Cellena per comprare un terreno che soltanto dopo il contratto aumenta di valore, grazie alla variante approvata: «Hofer aveva doti divinatorie? Si può credere alla sua buona fede?».

E partendo da queste e altre considerazioni il sostituto procuratore ha chiesto pesanti condanne per la presunta corruzione legata alla variante urbanistica finalizzata alla realizzazione di un complesso termale: 3 anni e mezzo per l'ex sindaco di Semproniano, Gianni Bellini, che del terreno della ex cava era proprietario, e altrettanti per l'imprenditore Giuseppe Hofer, che quel terreno aveva acquistato a 121mila euro con l'intenzione poi di ricavarne un resort. Tre anni per la moglie di Bellini, Annunziata Petrucci, sui cui conti erano finiti i bonifici di Hofer, ma anche per l'architetto Marzio Flavio Morini, ex sindaco di Scansano ma in questo caso consulente di Hofer. Per tutti, il pm Pizza ha chiesto l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, l'interdizione per due anni dalla professione per Morini, un'ammenda da 320mila euro per le società Elite Immobiliare e Cellena srl riferibili a Hofer e imputate anch'esse nel processo, la confisca di tutti i beni in sequestro. E adesso (udienza del 5 febbraio) spetterà alle difese smontare la costruzione del pm. Ha parlato al momento - e per un'ora e mezzo - solo uno dei difensori di Hofer, l'avvocato Rotella.

Duecento pagine di memoria accusatoria (all'interno anche le trascrizioni di molte intercettazioni) per due ore di requisitoria più una breve pausa dopo l'introduzione generale. Pizza ha definito la vicenda «semplice e lineare». Perché «prima della variante, la struttura da 200 posti letto non si poteva fare»: lì, nel terreno ex Curia, si potevano fare solamente attività sociali e culturali. «Hofer arriva e compra per 500mila euro un bene su cui non può fare la struttura ricettiva. Quali garanzie poteva avere?». Aspetti chiari emergono secondo l'accusa anche dal preliminare per la ex cava di Bellini: «Anche qui Hofer non poteva fare nulla in quel momento». E invece dopo, con la variante (avviata nel 2006 e approvata nel 2008), si può anche recuperare nella cava la volumetria che serve all'immobile ex Curia. «La certezza che lì il resort si poteva fare a Hofer la poteva dare solo Bellini». Il pm rileva «anomalie» di vario genere, come ad esempio la scelta di versare i soldi sul conto della moglie del sindaco, che poi li riversa a Bellini; o come il fatto che alle riunioni in Provincia per il fascicolo variante Bellini porta con sé Morini e lo presenta anche al tecnico incaricato della variante e del regolamento urbanistico. «Bellini fa anche attività extraistituzionali per Hofer; accompagna a Verona l'economo della Curia per la stipula del contratto definitivo e non è vero che glielo ha detto il vescovo». Pizza parla espressamente di «bugie» di Bellini, come quella della riferita trattativa per l'acquisto della ex cava con un imprenditore che avrebbe caso mai soltanto voluto affittarla, «perché i tecnici lo avevano sconsigliato. Hofer invece compra per 120mila euro una sassaia buona per le serpi e lo fa senza avvalersi di tecnici, quando anche suo figlio Sandro lo aveva sconsigliato». E tutte le autorizzazioni sono firmate da Bellini, «sindaco, capo ufficio tecnico e privato che si attiva per Hofer». Secondo l'accusa, Bellini «è smentito da se stesso oltre che dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Dice alla moglie che sta accompagnando all'interrogatorio in Procura di trincerarsi dietro ai "non ricordo”. Perché?»

Il dottor Pizza riconosce come «opportuna per un Comune come Semproniano una simile iniziativa imprenditoriale, ma nessuno dei consiglieri ha messo i suoi affari lì dentro: solo Bellini lo ha fatto. Non partecipa all'avvio della variante, perché era in ospedale a Careggi, e lui lo fa rimarcare. Ma dopo ha firmato tutto. E sapeva tutto perché era prassi che vi fossero le pre-riunioni consiliari. Bellini sapeva che il suo terreno non valeva un fico secco: l'aveva comprato per 2 milioni di lire dagli Usi civici e poi lo rivende a 120 mila euro».

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