Il Tirreno

Grosseto

Alluvione ad Istia via agli espropri per costruire il muro

di Maurizio Bernardini
Alluvione ad Istia via agli espropri per costruire il muro

Dopo tante promesse l’atto arriva in consiglio comunale Il sindaco: «Entro l’autunno la frazione in sicurezza»

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GROSSETO. Un muro per proteggere Istia dalla furia dell’Ombrone: (forse) ci siamo. Approderà giovedì prossimo in consiglio comunale l’atto destinato a dare il via alle procedure di esproprio dei terreni interessati dall’opera.

«Abbiamo provato per vie bonarie – spiega il sindaco, Emilio Bonifazi - ma i proprietari di quei campi ci hanno chiesto ingenti somme di denaro. Alla fine, il muro per proteggere la frazione dalla piena del fiume ci sarebbe costato il doppio».

Ecco perché sarà necessario apporre il vincolo preordinato all’esproprio e dichiarare la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera: così facendo, il Consorzio di bonifica potrà avviare la costruzione della diga di sicurezza e ai titolari dei terreni sarà saldata una cifra pari al valore di mercato di quelle zone.

«Di certo il valore di quei campi non può essere alto. Ma non potevamo agire altrimenti. Spero soltanto – punge il sindaco – che tra chi ha fatto storie per cedere il terreno non vi sia chi protesta per le alluvioni».

Insomma, al primo cittadino non sono andate proprio giù quelle che reputa «Richieste eccessive per un’opera che è di servizio».

A mettere i quattrini per tirare su il muro a Istia ponte sarà la Regione: l’opera rientra nel “Piano straordinario degli interventi pubblici urgenti e indifferibili di ripristino e di messa in sicurezza idrogeologica”. La firma sul decreto l’ha messa il presidente della giunta regionale il 27 novembre 2012. Intanto, il progettista dell’opera, Roberto Tasselli, assicura che i lavori in oggetto non interferiranno con le esigenze future di regimazione idraulica, di ampliamento e manutenzione del corso d’acqua. Il muro, secondo l’esperto, non costituisce ostacolo al deflusso delle acque in caso di esondazioni.

Ma arrivare a un passo dai lavori non è stato affatto semplice: il muro, che sarà lungo 300 metri e alto uno e mezzo, è in ballo da diversi anni. Già nel 2010 la barriera si trovava al centro di polemiche tra gli abitanti della frazione, poi uniti in comitato, e la guida del Consorzio di bonifica, Fabio Bellacchi. Nell’ottobre di quattro anni fa proprio Bellacchi si sbilanciava: «Quasi certamente possiamo dire che con il 2011 vedremo la realizzazione dell'opera, infatti abbiamo già messo a punto il piano di lavoro definitivo, salvo intoppi relativi ai finanziamenti. Il progetto prevede l'edificazione di un muro in cemento armato ricoperto di terra».

Così come incertezze ci sono state nei costi di realizzazione: si è andati dalle poche decine di migliaia di euro ai “150-200mila” di cui parla oggi il sindaco. Una delle ultime sfide del Comitato Istia d’Ombrone è del marzo 2013. Dopo la tremenda alluvione del novembre 2012 la scelta fu quella di annunciare il mancato pagamento delle quote dovute al Consorzio bonifica: «Come se nulla fosse accaduto si inviano bollette di pagamento ai cittadini per un servizio non dato: se vivessimo in nazioni davvero evolute non solo ci sarebbero restituiti i denari delle ultime annualità versate a titolo di “tributo di bonifica”, ma riceveremmo anche le scuse per non aver mantenuto il territorio in sicurezza». Insomma, quel muro è gonfio di promesse poi smentite dai fatti e finite negli ingranaggi arrugginiti della burocrazia. Ora però, con la conferenza dei servizi alle spalle, i soldi già in cassa e i terreni a un passo, la strada pare libera. «Per l’autunno prossimo il muro sarà d’aiuto agli abitanti di Istia» assicura Bonifazi. Vedremo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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