Il Tirreno

Grosseto

Una passeggiata surreale nel relitto della Concordia

di Pierluigi Sposato
Una passeggiata surreale nel relitto della Concordia

Periti, magistrati, avvocati e tecnici dal ponte 7 alla plancia di comando Ascensori panoramici semisommersi dall’acqua entrata nel naufragio

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ISOLA DEL GIGLIO. La parte destra della Concordia rimasta immersa nel mare del Giglio non ha niente a che vedere con la sinistra. Quest’ultima è praticamente integra, la seconda è devastata. Chi ieri è salito sul relitto per partecipare al sopralluogo ha avuto conferma delle impressioni ricavate dalla visione delle foto delle cabine e anticipate di poco dagli sguardi gettati dalla pilotina della Titna che si avvicinava alla nave: tutto intatto o quasi a sinistra, tutto sconvolto a destra.

E i 18 mesi di immersione, prima del parbuckling, si vedono tutti camminando nei corridoi dell’ex imperatrice del mare. Sono diversi i colori, sbiaditi a destra; sono diversi i lampadari, lucidi a sinistra, opachi a destra. I gruppetti sono stati accolti dal custode giudiziario Franco Porcellacchia e dalla responsabile della capitaneria di porto, Selene Mazzarese. Sono poi saliti dal fianco destro, dove è stata realizzata una scala, e sempre su quel fianco (protetto dal vento, a differenza di quello sinistro) hanno raggiunto la plancia, dove si è svolto il sopralluogo e dove sono rimasti costantemente - dalle 10 alle 16 - i periti guidati da Cavo Dragone e i giudici con la cancelliera. Dal ponte 7 al ponte 11, poi al ponte 9 (quello delle piscine), poi uno sguardo all’enorme ambiente dove correvano i quattro ascensori panoramici centrali, due dei quali sono ancora immersi nell’acqua che ha creato un laghetto surreale all’interno della Concordia; e poi tutti al ponte 8, quello della safety room e della plancia. Questo il percorso seguito, affrontato senza difficoltà. Il mare che pure era agitato non si è sentito affatto su quella che era l’ammiraglia di Costa, diversamente da quanto avvenuto nei trasbordi con le piccole pilotine, specie al ritorno quando imperversava un temporale.

Nessuna vera difficoltà nemmeno in plancia, dove il pavimento è sparito, rimosso in larga parte (resta in originale solo a ridosso della vetrata frontale e in corrispondenza dell’aletta sinistra): tutti hanno camminato su un reticolato. I periti hanno prelevato un computer dalla consolle a destra e uno da quella a sinistra. C’è anche il pilota automatico. Dice Cavo Dragone: «Secondo me sono inutilizzabili perché ossidati e rimasti sott’acqua. Ho poche speranze, ma li analizzeremo». Delle memorie sono state prese anche dall’aletta sinistra, dove sono stati rimossi dei pannelli, mentre quella a destra è inagibile. Nella safety sono stati trovati e presi alcuni documenti sui piani antincendio, ma non l’apparecchiatura Napa (quella che serve alla stabilizzazione) che pure doveva essere lì come testimonia la presenza degli alimentatori. Dov’è finita?

No del presidente Giovanni Puliatti al sopralluogo nella cabina di Schettino, che pure è lì a due passi: «Non è oggetto della perizia», ha obiettato di fronte alla richiesta. E la curiosità è rimasta tale per tutti, anche perché quella è una zona pericolosa, essendo rimasta immersa. Di quegli ambienti restano solamente le foto contenute nell’album del custode giudiziario.

Un’ora e mezzo il primo “tour”, altrettanto il secondo. Tutto è stato videoregistrato e fotografato dagli ausiliari dei periti: nessun altro ha potuto realizzare immagini. Il secondo gruppo ha chiesto di riprendere immagini di qualche particolare in più rispetto al primo. Alle 16 tutti a terra. Prossimo sopralluogo il 27 febbraio per ascensori e generatore di emergenza.

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