Il Tirreno

Grosseto

Truffa per il bando della 167 Ovest

A giudizio il responsabile della coop L’Avvenire risultata prima nella graduatoria

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FOLLONICA. Potrebbe esserci stata una truffa nel concorso per l’assegnazione dei terreni lottizzati a prezzo agevolato della 167 Ovest di Follonica. Ne è convinta la Procura che ha chiesto e ottenuto dal gup il rinvio a giudizio del rappresentante legale della società cooperativa edilizia L’Avvenire, Pier Giorgio Romagnoli, 64 anni, di Follonica. Difeso dall’avvocato Valle, dovrà comparire davanti al giudice Stramenga per l’udienza filtro del 29 maggio, da cui partirà ildibattimento.

A parere della Procura, il nodo è il numero dei soci, a seconda del quale variava il punteggio attribuito. Quando era stato chiesto di indicare il nome di soci diversi e ulteriori rispetto a quelli effettivi che richiedevano di partecipare al bando, L’Avvenire ne avrebbe segnalati in numero superiore. E così era risultata prima in graduatoria con 114 punti: secondo le conclusioni dell’accusa ne avrebbe dovuti avere 94 e si sarebbe piazzata al terzo posto.

I fatti erano stati accertati nel febbraio 2010 dalla guardia di finanza della Tenenza di Follonica, che aveva proceduto anche ad alcuni sequestri, ma la procedura concorsuale risale al 2007, mentre le disposizioni regionali in materia erano stati recepiti dal Comune di Follonica nell’ottobre 2005. E la truffa, stando sempre alle conclusioni dell’accusa, sarebbe stata commessa ai danni dell’amministrazione comunale. L’Avvenire avrebbe infatti indotto in errore i funzionari preposti alla direzione del settore Patrimonio: alla stipula della convenzione, datata giugno 2007, il Comune cedeva alla cooperativa il diritto di proprietà sul lotto n.34 del computo M al prezzo di 480mila euro. In questo modo, L’Avvenire si sarebbe procurata un profitto ingiusto, costituito dalla differenza fra il valore commerciale del terreno - stimato in un milione di euro - e il prezzo corrisposto in virtù della convenzione - cioè circa la metà. Non solo: la cooperativa avrebbe ottenuto anche il beneficio dell’esenzione dei costi di costruzione previsti dalla normativa in materia di alloggi rientranti nei Piani di edilizia economica popolare: questi ultimi sono stati stimati dalla Procura in 150-200 mila euro. Il tutto con un danno per l’amministrazione comunale e proprio con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di un ente pubblico.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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