Il Tirreno

Grosseto

Multa errata al ruolo, 20 mesi di beffe

di Emilio Guariglia
Multa errata al ruolo, 20 mesi di beffe

Disabile al varco Ztl a Castiglione, a maggio 2012 l’ordine del Prefetto: «Va cancellata». E invece finisce a Equitalia

5 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE. L’ordine del Prefetto alla polizia municipale è del 12 maggio 2012. E impone per iscritto di archiviare una multa per infrazione al codice della strada, notificata a un cittadino che ha dimostrato come quella multa fosse illegittima. Un’operazione semplicissima, cancellare un verbale. Eppure al 22 gennaio 2014 (venti mesi dopo) gli uffici della polizia municipale di Castiglione quell’ordine non sono riusciti ad eseguirlo.

E il cittadino ingiustamente multato si trova ora inseguito da Equitalia che pretende il pagamento (moltiplicato) di quella sanzione mai archiviata.

Il “viaggio allucinante” nella burocrazia del dottor Francesco De Angelis, 57enne grossetano, comincia nell’ottobre 2011 quando con la sua auto entra nella Ztl di Castiglione. L’occhio elettronico rileva la targa a lui sconosciuta e qualche giorno dopo l’automobilista si vede arrivare a casa la multa per l’accesso non autorizzato. De Angelis, invalido all’85%, è titolare di regolare permesso handicap e dunque per legge del diritto a passare; prima di varcare la fatidica soglia, tuttavia, non aveva ottemperato all’obbligo segnalato all’ingresso: avvisare telefonicamente la polizia municipale del passaggio di quella targa. «Avevo il telefonino scarico _ ricorda De Angelis _ e non ho chiamato. Dunque ho sbagliato, e quando mi sono visto notificare la multa non ho eccepito». Magari si può discutere un sistema che costringe chi è titolare di un diritto a doverlo dimostrare, ma in un Paese come l’Italia dove ogni cittadino di fronte alla burocrazia è colpevole fino a prova contraria – la logica del varco di Castiglione è in fondo la più piccola delle stranezze. «Comunque potevo provare che la sanzione non mi spettava. E come vuole la legge ho subito fatto ricorso al Prefetto chiedendone l’archiviazione». Il Prefetto esamina le carte, dubbi non ce ne sono e a maggio 2012 ordina alla municipale di Castiglione di archiviare il verbale, “fatti salvi i diritti di notifica”: visto infatti che la multa è partita anche a causa di un errore del multato, quest’ultimo dovrà farsi carico delle spese di procedimento, dai diritti di notifica alle spedizioni. E infatti l’8 ottobre 2012 De Angelis riceve dai vigili, tramite raccomandata, il sollecito a versare entro 30 giorni 19,50 euro. E finita qui. Finita qui? Magari. Solerte e rispettoso De Angelis quattro giorni dopo, il 12 ottobre, paga il dovuto con bollettino postale prestampato e si mette l’anima in pace, convinto che sia tutto a posto. Col “burosauro”, invece, a posto non si è mai. Passano altri 14 mesi ed ecco il colpo di scena: a inizio dicembre 2013 l’automobilista riceve una raccomandata di Equitalia che gli intima di pagare 236,01 euro perché la famosa multa per l’ingresso in Ztl risulta non pagata. De Angelis è uomo mite, ma “fesso” no. Così si guarda bene dal pagare, riprende tutto l’incartamento (decreto del prefetto, lettera della municipale, bollettino postale del saldo...), lo fotocopia, allega una memoria scritta e il 10 dicembre 2013 consegna il dossier al protocollo del Comune di Castiglione. «Per eccesso di zelo _ racconta _ mi reco anche negli uffici della polizia municipale, dove mi continuano a richiedere il pagamento quasi decuplicato della multa tramite Equitalia, non risultando loro quello che loro stessi mi avevano comunicato per raccomandata un anno prima. Con un massimo sforzo di calma ed educazione chiedo comunque alla referente dell’ufficio di effettuare la discarica della cartella esattoriale, potendo essi stessi entrare in collegamento telematico con Equitalia e annullare il provvedimento. Sempre illudendomi di vivere in un Paese “quasi” normale, lascio all’impiegata anche la mia mail per avere conferma che avrebbero posto fine a questo stillicidio».

Risultato? Niente di niente. Dopo 45 giorni nessuna conferma. Anzi. Ormai in scadenza la cartella di Equitalia (che se non la paghi passa ai pignoramenti), De Angelis richiama la municipale e ottiene una risposta da gelare il sangue: «Non ci risulta alcun provvedimento del Prefetto, dunque paghi la multa come da cartella Equitalia». A quel punto l’automobilista esasperato chiude con la diplomazia e tenta l’unica strada che troppo spesso resta ai cittadini senza voce: la “giornalata”. Racconta la sua storia al Tirreno, sperando che divenuto pubblico il suo caso possa trovare soluzione. In effetti la mossa appare vincente. Il Tirreno chiama il comandante della municipale di Castiglione, il quale spiega che ci sono stati problemi indipendenti dalla volontà degli uffici e assicura l’immediata soluzione del caso. A riprova, il comandante sabato 18 gennaio fa inviare una mail a De Angelis: «Il provvedimento di discarico _ vi si legge _ è già stato attivato da questo ufficio il 10 dicembre 2013; attendiamo i tempi del gestore Equitalia per poter procedere all’operazione informatica sul portale dello stesso; non mancheremo di informarla del provvedimento definitivo di discarica inviandole anche gli estremi». Stando così le cose, De Angelis è pronto a farla finita qui, senza ulteriori clamori. Senonché l’assurdo kafkiano ancora domina la scena. Non avendo avuto l’attesa “informazione” sul compimento della (semplice) operazione telematica, mercoledì scorso l’automobilista va di persona a Equitalia e chiede informazioni: tabulati alla mano, alle 12,28 del 22 gennaio 2014 agli uffici del riscossore non risulta alcuna comunicazione da parte dei vigili urbani di Castiglione “fuorché l’importo da pagare: 236,01 euro”. Ora il dottor De Angelis rompe gli indugi: «Al telefono, la settimana scorsa, il comandante della municipale mi aveva dato mille spiegazioni, tirando in ballo esempi simili, le lentezze burocratiche in generale e in ultimo i problemi di Equitalia». E sarà pure così, ma stavolta il cittadino vittima di errori e distrazioni vuole andare fino in fondo: chi sia sia, il responsabile di un’odissea lunga venti mesi dovrà pure esserci. «Sto valutando una denuncia per omissione di atti di ufficio alla Procura della Repubblica, che girerò per conoscenza anche al Prefetto, un cui ordine viene disatteso dal maggio del 2012”, conclude De Angelis. Con l’amarezza di quei tanti, tantissimi italiani che ogni giorno si risvegliano dal sogno di vivere in un paese “quasi” normale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, maxi sequestro di prodotti falsi: 118mila articoli contraffatti per un valore di 650mila euro

di Redazione Pisa