Il dolore
«La geotermia a Montenero? Mai»
I sindaci amiatini dichiarano guerra al progetto. Ma ad Arcidosso la minoranza li pungola: «Perché accettare Bagnore 4?»
SANTA FIORA. «Il progetto Montalcino e in primis il progetto pilota Montenero che di esso fa parte, deve essere stoppato. Lo sfruttamento del vapore e la costruzione di centrali geotermiche, anche a bassa entalpia, non sono compatibili con la vocazione agricola e con l’immagine dei territori». Nel clima rovente della questione geotermica sull’Amiata e nei giorni in cui il Tar ha sentenziato di bloccare la costruzione della centrale di Bagnore 4, con disappunto dei sindaci che tifano per l’impianto santafiorese, tutt’altra reazione suscitano negli amministratori i progetti di ricerca di fonti geotermiche, mirate alla costruzione di futuri impianti in Val d’Orcia. Per una volta, tutti concordano: politici di maggioranza e di opposizione, associazioni, comitati, imprenditori, abitanti. Ed è un coro di no. No che tutti chiedono di formalizzare.
Così i sindaci di Castel del Piano e Montalcino, Claudio Franci e Silvio Franceschelli, chiamano a raccolta i colleghi sindaci e indicono una riunione a Montenero d’Orcia il 7 febbraio alle 17. Qui, oltre a decidere «una serie di iniziative nei confronti della Regione e del Ministero», verrà proposto un ordine del giorno da sottoporre all’approvazione dei rispettivi consigli comunali (Arcidosso, Campagnatico, Castiglion d’Orcia, Cinigiano, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Seggiano e Castel del Piano).
«Ci dobbiamo muovere rapidamente – spiega Franci – perché il progetto Montenero ha già ricevuto il parere tecnico favorevole della commissione Idrocarburi e risorse minerarie del ministero dello Sviluppo, con previsione di una centrale di 5 Mw. Che la società (Gesto energy consulting, ndc) faccia sul serio è testimoniato dall’acquisizione già avvenuta di terreni necessari per le perforazioni e l’eventuale costruzione di una centrale».
Intanto i consiglieri di minoranza di Arcidosso chiedono che nel prossimo consiglio comunale si discuta e si convochi un incontro pubblico sullo sfruttamento geotermico. La minoranza vuole prendere in esame l’impatto cumulativo di tutte le centrali esistenti in Amiata e aggiungerci il pesante inquinamento lasciato dalla passata attività mineraria di estrazione e lavorazione del mercurio. E, non senza una certa ironia, chiede al sindaco: «Si aspettava quindi che un potenziale sfruttamento riguardasse la frazione di Montenero di Castel del Piano, oltretutto per una centrale da 5 Mw a ciclo binario e cioè con la reiniezione dei fluidi nel sottosuolo, a impatto di gran lunga inferiore rispetto a quelle presenti poco più in su che emettono gli inquinanti in atmosfera? È bene chiarire che gli impianti a ciclo binario prevedono la totale reiniezione del fluido geotermico nel sottosuolo senza cioè emissioni in atmosfera, mentre le centrali presenti in Amiata, che con Bagnore 4 produrraano in tutto 120Mw, scaricano in atmosfera tonnellate di inquinanti».
Infine la stoccata al sindaco Landi, all’assessore all’ambiente e alla giunta: «perché un no deciso come quello che è stato rappresentato per il caso Montenero non è avvenuto anche riguardo alla centrale di Bagnore 4 (40 Mw), in costruzione nelle immediate vicinanze dell’esistente Bagnore 3 (20 Mw) posta all’interno del sito di interesse comunitario dove si trova il Parco Faunistico e la riserva naturalistica del Monte Labro?».
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