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Gambetta Vianna chiede nuove consultazioni, ma spunta il fattore costi
FIRENZE. Procede l’iter per la proposta di legge presentata dal capogruppo di Più Toscana Nuovo Centrodestra in Consiglio regionale, Antonio Gambetta Vianna, e sostenuta dal consigliere Gian Luca...
FIRENZE. Procede l’iter per la proposta di legge presentata dal capogruppo di Più Toscana Nuovo Centrodestra in Consiglio regionale, Antonio Gambetta Vianna, e sostenuta dal consigliere Gian Luca Lazzeri, per fondere i Comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora e Seggiano in un unico Comune con la denominazione “Città dell’Amiata”.
«La commissione – spiega Gambetta Vianna – ha deciso, su mia espressa richiesta, che i sindaci dei quattro Comuni interessati dalla proposta vengano consultati per via telematica. E questo soprattutto nell’ottica dell’ottimizzazione dei costi al fine di far risparmiare i viaggi ai quattro primi cittadini verso Firenze. I sindaci a partire da oggi avranno trenta giorni di tempo per riunire i rispettivi Consigli comunali e fornire un parere preciso sulla proposta».
Questo è quanto comunicato dal capogruppo regionale, il quale non demorde dal suo obiettivo, anche se i quattro comuni interessati non sono per niente d’accordo sulla proposta, come moltissime volte, ormai, è stato dichiarato da sindaci e anche dal consiglio comunale arcidossino. Il quale, nell’ultima fresca seduta ha di nuovo votato contro l’idea di fusione fra Arcidosso, Casteldelpiano, Santa Fiora e Seggiano.
«Noi abbiamo già dato – commenta il sindaco Emilio Landi – e al punto sulla fusione richiesto dalla minoranza il consiglio disse no. Non è che in due giorni abbiamo cambiato idea».
Stessa reazione del sindaco di Castel del Piano Claudio Franci: «Noi di Castel del Piano restiamo della solita opinione e se proprio necessario lo ridiremo in consiglio».
Santa Fiora, per bocca del primo cittadino Renzo Verdi, è contraria anche a sentir pronunciare la parola “fusione”: «A governarci ci pensiamo da noi – afferma Verdi – lo abbiamo espresso chiaramente il nostro pensiero. Siamo nell’Unione e lì lavoriamo».
E il sindaco di Seggiano, Daniele Rossi, fa notare che se anche un solo comune di questi quattro dice no, è perfettamente inutile si pronuncino gli altri. «Comunque rispetto alla questione Seggiano si esprime in modo negativissimo. La fusione è, per usare un eufemismo, inopportuna, perché marginalizza ancor più i più piccoli. In un contesto unionista, invece, a ciascun paese restano le sue peculiarità».
Insomma tutti e quattro i sindaci fanno presente che la loro posizione non è cambiata e che per questo argomento, si mosse la stessa commissione regionale affari istituzionali che venne in audizione sull’Amiata lo scorso giugno, e si mossero gli stessi sindaci che andarono, a maggio, a Firenze convocati in audizione dalla commissione regionale perché il consigliere Gambetta Vianna del gruppo Più Toscana col collega Lazzeri, avevano in animo di presentare una proposta di legge per fondere Castel del Piano e Arcidosso.
In quel frangente il presidente dell’Unione, Ulivieri, definì quei sistemi «inaccettabili». Adesso la proposta di eventuale fusione si estende a quattro paesi, rinfocolata dalla scoperta di un libro che parlava, 40 anni fa di una utopistica “città dell’Amiata”.
Ma naturalmente, fra viaggi, consigli e riunioni, anche tutto questo ha un costo. Hanno un costo i consigli comunali richiesti per discutere sempre lo stesso argomento e sempre con il medesimo risultato. Costi esigui, ma costi, che potrebbero essere evitati: 17,57 euro lordi per ciascun consigliere. Lo riconosce lo stesso Gambetta Vianna: «Sentite le amministrazioni, decideremo se proseguire con l’iter oppure se ritirare la proposta. E questo non perché non crediamo nel processo di fusione, ma perché non vogliamo che i soldi pubblici vengano sprecati». (f.b.)
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