Il Tirreno

Grosseto

Famiglie lasciate al freddo per un cavillo

di Alfredo Faetti
Famiglie lasciate al freddo per un cavillo

L’Epg nega il permesso di utilizzare la stufa a pellet per scaldarsi: serve una canna fumaria, ma costa diecimila euro

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MASSA MARITTIMA. La pioggia da pochi minuti ha lasciato spazio a un timido sole, ma l’aria a Prata è ancora fredda. Quassù, nascosti tra i boschi delle colline, l’inverno sembra più lungo rispetto che altrove. In casa Muresu a scaldare le giornate da sempre c’è una stufa a pellet, ma da qualche mese il tepore non è più qualcosa di scontato. C’è una legge, un permesso che non arriva e uno stallo da cui non si vede un’uscita a fare ancora più rigide queste giornate di gennaio. Casa Muresu è una casa popolare di competenza dell’ex Ater oggi Epg (edilizia provinciale grossetana) e ha un problema: la stufa a pellet emette direttamente all’esterno di una parete, in contrasto con una legge che vuole i fumi uscire dal tetto. «D’accordo, allora costruiamo un camino» ha risposto Umberto Muresu. No, perché se il Comune di Massa Marittima ha dato l’ok, l’Epg ha negato il permesso. «L’unica alternativa per loro è una canna fumaria e dovremmo costruirla noi - spiega la moglie Lara – Ma costa diecimila euro». Troppo, per chiunque. Così, da una parte c’è una stufa che rischia di essere chiusa, dall’altra un’alternativa che non viene accettata. «E riscaldarci con il gas costa 600 euro al mese e non possiamo permettercelo». Via Ispanto 3 a Prata è un piccolo condominio in fondo a una discesa. Sparse, ci sono sei case popolari che fanno riferimento all’Epg. Tra queste, abitano i Muresu con i loro due figli e la signora Paola Ferrari con la figlia. Il primo è un operaio della Lucchini, la seconda vive con la pensione di reversibilità. «Prendo 250 euro: li userò domani per andare a fare la spesa» dice. Entrambi hanno lo stesso problema del pellet. In ogni caso, la soluzione non può essere la stessa per entrambe le case, visto che gli appartamenti sono distanti. Ma dato che il nocciolo è lo stesso, hanno deciso di unire le loro forze e di alzare la voce. «È una vergogna: perché l’affitto lo paghiamo regolarmente». È dal 2005 che Muresu e Ferrari vivono in via Ispanto, ma solo da tre mesi è venuto fuori questo problema. Tutto nasce da una riunione di condominio, quando una vicina anziana fa mettere a verbale della seduta che a lei quei fumi danno noia. Come da prassi, il verbale passa alla polizia municipale ed ecco che la situazione precipita. I vigili, preso atto del verbale, non fanno che il loro dovere: vanno a controllare. «No, le stufe a pellet devono emettere dal tetto». Umberto che ha una certa esperienza come muratore e non si scoraggia; chiede il parere di un geometra e va in Comune per chiedere l’ok a costruire i permessi. Concesso. Sembrerebbe tutto risolto, non fosse che «l’Epg ci rifiuta il permesso» spiega Lara. Non solo: «dopo pochi giorni ci diffida da costruire il camino». Ma il riscaldamento a gas costa troppo, figuriamoci una canna fumaria. E proprio a questo punto, all’apice del problema, tutto si blocca. La società non si fa più sentire e in ogni caso c’è sempre una segnalazione in municipio su cui il Comune potrebbe intervenire. «Viviamo con la paura che un giorno il campanello suoni e sia un operaio arrivato per tappare il buco della stufa» spiega Paola. Ma a Massa Marittima non manca il buon senso e si guadagna tempo, sperando che qualcosa intanto si smuova. Il vento gelido batte contro le vetrate di casa Muresu, mentre le nuvole tornano a nascondere il sole. Fa freddo fuori. «Cosa dobbiamo fare? Stare senza riscaldamento con i due ragazzi? – si chiede Lara – Loro vorrebbero che i lavori li facessimo noi, a spese nostre. E se poi andiamo via? Me la porto dietro la canna fumaria? Ci hanno anche proposto di spostarci a Massa Marittima, ma io non voglio venir via». E in ogni caso, il problema non verrebbe cancellato. «Noi un’alternativa l’abbiamo proposta, ma ci hanno diffidato» dice Umberto stringendo i pugni sul tavolo. «È sempre così». Non è la prima volta che gli inquilini e l’Epg si sono trovati a discutere. Attraversando il corridoio si arriva nella camera da letto dei figli, dove l’aria è irrespirabile. C’è muffa sulle pareti, lungo tutto il muro. «Abbiamo segnalato anche questo problema» dicono i Muresu. E l’Epg ha risposto con una lettera. «Il problema è riscontrabile in un problema di condensa – si legge – Le consigliamo le parti interessate dalla muffa e trattarle con prodotti specifici». A spese dei Muresu. «Abbiamo imbiancato l’anno scorso, comprando dei prodotti antimuffa che non costano poco. Ma è tornata subito. Il problema è che filtra acqua da fuori». E dal rosso vivace delle pareti è tornata una lunga macchia color marcio. Lo avete detto? «Sì, ci hanno risposto che è l’alito dei bambini a creare la condensa» dice Lara con un sorriso amaro. Fuori dalla finestra il cielo è completamente grigio, mentre il vento picchia duro sui vetri. Pochi secondi e torna a piovere.

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