Il Tirreno

Grosseto

Binari ko, servono tre milioni di euro

di Francesca Ferri
Binari ko, servono tre milioni di euro

Dopo 3 mesi dalla bomba d’acqua i lavori sulla Buonconvento-Montepescali non sono ancora partiti

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Brutte notizie per la linea ferroviaria Grosseto-Siena, interrotta da tre mesi dopo i gravi danni provocati dalla bomba d’acqua che si è abbattuta tra le province di Grosseto e Siena il 21 ottobre. Servono 3 milioni di euro per sistemare il tratto di binari crollato e Rete Ferroviaria italiana, al momento, non ha i soldi. Così a distanza di novantaquattro giorni, tutto tace.

Il tratto compromesso si trova vicino alla stazione di Murlo, comune appena oltre il confine della provincia di Grosseto, in territorio senese, localitàBefa. Il danno riguarda circa un chilometro di binari. L’acqua ha eroso quasi del tutto il terrapieno sui quali poggiavano, mentre dall’alto sono caduti alberi, detriti e terra.

L’unico tratto a esser stato ripristinato è quello tra Monteroni e Buonconvento, circa 500 metri in cui Rfi ha dovuto ricostruire di sana pianta la sede ferroviaria e consolidare le fondazioni dei ponti sui torrenti Sonna e Arbia. L’11 novembre i treni hanno ricominciato a circolare tra Buonconvento e Siena mentre nella parte verso Grosseto, tra Buonconvento e Montepescali, i danni sono stati più gravi e la linea resta interrotta.

Mercoledì una delegazione di amministratori di Grosseto e Siena, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Vincenzo Ceccarelli, ha fatto un sopralluogo sul posto. Vi hanno preso parte anche gli assessori alle Infrastrutture delle province di Grosseto, Fernando Pianigiani, e Siena, Marco Macchietti, il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi, l’assessore ai Trasporti del Comune di Siena, Stefano Maggi, e i sindaci dei comuni di Murlo (Siena), Civitella Paganico e Roccastrada.

Una via alternativa per far passare i treni ci sarebbe, ed è quella che da Monte Antico gira a destra e, passando per Asciano, si ricongiunge poi a Buonconvento. Ma, spiegano da Trenitalia, farebbe un giro lunghissimo. Per questo sin da subito le Ferrovie hanno deciso di garantire la circolazione con autobus sostitutivi che fanno la spola tra Grosseto e Buonconvento, organizzati da Trenitalia e dalla Regione. Tuttavia non sono mancate le proteste dei pendolari. Proteste che sembrano destinate a ribollire ancora a lungo, e per motivi assai più preoccupanti che non un viaggio scomodo.

Il comunicato diramato ieri dalla Regione, infatti, dice semplicemente che «Rete ferroviaria italiana (Rfi) informa di non avere ad oggi risorse finanziarie disponibili». Punto. Cosa si deve aspettare chi viaggia in treno? A chi spetta tirare fuori questi soldi? E quando lo farà? «Rfi ha effettuato una valutazione a dicembre e ha quantificato il danno in 3 milioni di euro», spiega l’assessore Pianigiani. «Adesso ha chiesto al ministero delle Infrastrutture e trasporti le risorse necessarie per finanziare i lavori. L’alluvione, infatti, è stata un evento eccezionale e serve dunque una manutenzione straordinaria che non compete automaticamente a Rfi». Anche da Trenitalia spiegano che Rfi fa capo al cento per cento al ministero dunque da esso deve ricevere i finanziamenti per i lavori.

Difficile, però, dire quando saranno messi a disposizione. Certo è che gli amministratori locali promettono battaglia. «Non è possibile che il nostro territorio resti privo della ferrovia. Non ce lo possiamo permettere», tuonava mercoledì sera dalla sua pagina Facebook il vicesindaco Borghi appena rientrato dal sopralluogo. Un’altra battaglia in difesa dei binari maremmanni, già resi orfani di Memorario, pendolini, intercity, fermate e stazioni, sembra essere cominciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa