Il Tirreno

Grosseto

Tracce di sangue di uno sconosciuto in tre campioni isolati dal Ris

di Francesca Gori
Tracce di sangue di uno sconosciuto in tre campioni isolati dal Ris

Sono stati rilevati nella cucina della villa: ci sono i profili genetici di Francesca Benetti e di un’altra persona

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GROSSETO. Sangue, sudore, saliva. Il profilo genetico di una persona si riconosce attraverso questi elementi. Di sangue, sudore e saliva si sono serviti i carabinieri per effettuare i tamponi nella villa di Potassa, da dove è scomparsa il 4 novembre scorso Francesca Benetti. Ma dai risultati dei carabinieri, i profili genetici tracciati non sono soltanto quelli della donna di Valdagno e del custode accusato di averla uccisa e averla fatta sparire: ci sono tracce di un’altra persona, in quella casa. Tracce di sangue che si è mischiato con quello della Benetti.

È questione di millimetri e reagenti. È questione di analisi super sofisticate e dati incrociati. Si fa così a leggere le tracce di sangue, nei casi di omicidio. Hanno fatto così anche i carabinieri del Ris di Roma che hanno scoperto, isolato e analizzato le tracce trovate a Villa Adua. In cucina, nel bagno, nel corridoio della casa, nell’appartamento del custode. Tra tutti i reperti raccolti nella villa, ce ne sono tre che potrebbero, se non aprire scenari differenti, almeno suscitare più di un interrogativo. I numeri 23, 24 e 25 potrebbero suggerire che in quella casa probabilmente c’era qualcun altro. Perché il Dna isolato, in tre casi, non corrisponde né a quello di Francesca Benetti e nemmeno a quello di Antonino Bilella. Suggestione? No. Risultati di laboratorio.

Sono tre i tamponi che sono stati analizzati dal Ris di Roma e che hanno dato un risultato probabilmente inaspettato per la Procura che sta coordinando le indagini sulla scomparsa dell’ex insegnante di educazione fisica in pensione.

Il numero 23, trovato di fronte al forno, sul pavimento della cucina. Il numero 24, una microscopica traccia di sangue anche questa trovata sul pavimento della cucina, davanti al frigorifero. E il numero 25, sempre in cucina, ma questa volta davanti al divano. Misto parziale, scrivono i carabinieri. Segno che i Dna rilevati sono più di uno. Nei primi due casi, c’è quello di Francesca Benetti, ma non c’è quello del custode accusato di omicidio. Nel terzo caso invece, quel piccolo schizzo di sangue appartiene a un’altra persona che però non è stata identificata. Della quale non c’è il profilo genetico disponibile per essere comparato con quello ricostruito dai carabinieri. È un mistero. Che va ad aggiungersi a quello che dall’inizio di questa brutta storia fa perdere il sonno agli investigatori: il corpo della donna, che non si trova da nessuna parte.

A Villa Adua, la grande casa che si affaccia sulla strada che da Potassa arriva a Gavorrano, sono state repertate 53 tracce biologiche. Tracce che secondo gli investigatori racconterebbero che Francesca Benetti sia stata uccisa proprio in cucina. Sangue, soprattutto. Come quegli schizzi, visibili a occhio nudo, che sono stati trovati sul frigorifero. Non erano però sull’anta esterna, ma su quella interna. E ancora: le tracce ematiche che i Ris hanno trovato nel sifone del lavandino del bagno dell’appartamento della donna non appartengono solo a Francesca Benetti. Anche in questo caso si tratta di un misto parziale. E anche in questo caso, il profilo genetico non porta ad Antonino Bilella che invece uno schizzo di sangue di pochi centimetri lo aveva lasciato su una sedia di plastica, di quelle però che stanno all’esterno e che erano state messe in casa poco tempo fa, per aspettare un’altra primavera.

Qualcun altro è entrato in quella casa e ha perso sangue. Qualcun altro, poi, ha lasciato segni nell’auto della Benetti. Sul cambio e sulla maniglia interna dell’Opel Corsa trovata dai carabinieri nel parcheggio della stazione di Follonica, qualche traccia c’era. Di Francesca, di nuovo. E di qualcun altro, ancora una volta.

Tracce biologiche, anche in questo caso. Sudore, quindi. Per le impronte digitali, per le quali gli avvocati che difendono Antonino Bilella, Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi, hanno presentato istanza di sollecito qualche giorno fa. Ma il Ris ha chiesto e ottenuto dalla Procura una proroga. Forse dai risultati di quelle analisi emergeranno nuovi particolari. Ma quello che manca ancora è il corpo di Francesca. Di quella donna bionda e bellissima che nessuno ha più visto dal 4 novembre. Da quando lei è arrivata in quella casa, al mattino, per andare via due ore dopo. Da quel momento in poi della Benetti sono rimaste soltanto le fotografie e quel bel volto sorridente che guarda l’obiettivo. Il resto, per ora, è contenuto nei risultati di un laboratorio. È contenuto negli atti di un’indagine per omicidio dove il corpo ancora non c’è.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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