Lutto
Senza lavoro da mesi minaccia di uccidersi davanti all’Asl
Ignazio per tutta la vita ha fatto il muratore e ha 4 figli Ieri gli hanno staccato la luce: «Sono disperato, aiutatemi»
FOLLONICA. Quando la disperazione porta anche a minacciare gesti inconsulti. Che, in fondo al cuore, nessuno ha mai voglia di mettere in pratica ma che in tempi difficili come questi spesso rappresentano l’unico modo per ottenere qualche risultato.
La storia di Ignazio, 55 anni, muratore disoccupato è simile a quella di tante altre famiglie. Qui però c’è di peggio: c’è una famiglia numerosa, c’è una casa che da ieri è senza fornitura elettrica, c’è un figlio di 21 anni scomparso 10 anni fa in un incidente stradale. «Sono venuto a Follonica da Napoli per dare un futuro ai miei figli ma gli sto dando solo la fame», spiega di fronte all’Azienda sanitaria locale, dove ha in programma un colloquio con l’assistente sociale. Almeno la casa Ignazio e la sua famiglia ce l’hanno. Al Puntone, assegnata dal comune di Follonica che però più di questo non può fare. «E nessuno mi aiuta – continua l’uomo – io ho sempre lavorato fin da quando avevo 12 anni, ho fatto il muratore ma sono disponibile a fare di tutto, dallo spazzino a qualsiasi altro lavoro onesto. Ho inviato decine di curricula, ho scritto alle aziende, ho contatti continui con il centro di collocamento ma quando si sa che ho 55 anni nessuno mi vuole assumere. In passato sono stato alle dipendenze di alcune imprese edili ma ormai è dal giugno scorso che non ho più lavoro. Non voglio mettermi a rubare, non l’ho mai fatto e non si possono risolvere così le situazioni, non voglio nemmeno andare a chiedere l’elemosina ma mi trovo davvero nelle condizioni di non sapere come fare per comprare il cibo per me ed i miei figli, quello più piccolo ha 14 anni e da due giorni non va più a scuola perché ho anche difficoltà a venire in auto dal Puntone fino a Follonica. Tutti ormai sanno chi sono, mi conoscono ma nessuno è in grado di aiutarmi. Mi basta un piccolo lavoro, qualcosa per poter raccogliere onestamente i soldi necessari a far vivere la mia famiglia, basterebbero poche centinaia di euro per poter sopravvivere ma tutte le porte mi si sono chiuse davanti».
Da sedici anni vive a Follonica, arrivato in Maremma con la voglia di lavorare e con la speranza di dare un futuro migliore ai figli. «Invece mi trovo senza nemmeno un euro in tasca, ma non ho mai fatto e non voglio fare il disonesto altrimenti non stavo qua. Ho chiamato le istituzioni, l’assessore e vicesindaco Benini che è una persona straordinaria e di gran cuore, ma tutti mi rispondono che non mi possono aiutare ulteriormente. La disperazione ormai è la nostra compagna di vita, anche mia moglie non trova lavoro, solo in estate riesce a fare qualcosa ma io non posso certo aspettare luglio per mangiare. Non voglio fare pazzie però voglio che la situazione si smuova altrimenti davvero una persona è portata a pensare di compiere qualsiasi gesto per ottenere attenzione. Non è giusto che ci siano italiani onesti senza lavoro», conclude Ignazio. Che, al suo numero telefonico 331/7710553, aspetta con fiducia qualcuno che lo possa aiutare.
Con un lavoro onesto, magari anche piccolo, ma che gli consenta di uscire dal tunnel di disperazione nel quale vive ormai da mesi.
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