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Grosseto

«Rifiuti cari? Ma c’è il costo della bonifica»

«Rifiuti cari? Ma c’è il costo della bonifica»

L’assessore all’Ambiente Tei risponde al consigliere Colomba: «Sbagliato fare confronti tra città»

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GROSSETO. «Non si possono fare infatti dei paragoni tra territori e sistemi di raccolta molto diversi tra loro. A Grosseto, lo abbiamo detto un milione di volte, dobbiamo occuparci anche della bonifica della discarica delle Strillaie; una situazione che, in molti comuni coi quali si ama fare raffronti, non c’è».

L’assessore all’Ambiente del Comune di Grosseto, Giancarlo Tei, risponde al consigliere Luigi Colomba che ieri, dalle pagine del Tirreno, ha duramente criticato la gestione dei rifiuti in città e gli alti costi.

Tei, oggi, risponde «all’amico Colomba» e lo fa togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. «Nessuno si è mai preoccupato di cominciare ad accantonare i soldi necessari, a partire dalle giunte di cui autorevolemente Luigi Colomba faceva parte», dice l’assessore.

Colomba lamenta che il costo pro capite per smaltire i rifiuti a Grosseto è di 250 euro contro una media di 149 euro. «Il costo pro capite a Grosseto è di 255 euro se si considera anche la bonifica – spiega Tei – e di 205 se si considera il solo costo del servizio di raccolta e smaltimento. E non è affatto tra i più alti».

Sulla convenzione con Futura, che gestisce le Strillaie e che per contratto deve avere un tot di indifferenziata da molti ritenuto incompatibile con le politiche d’incentivo alla differenziata, Tei precisa «che si tratta di un impianto con costo a tariffa che funziona naturalmente con una percentuale minima di prodotto da lavorare. E comunque non è questo il problema della differenziata». Tei ricorda che la differenziata sta «sfiorando il 40% con qualche differenza di tipologia di raccolta sul territorio. La realtà è che oggi, con le risorse che abbiamo a disposizione, dobbiamo andare al sodo, visto che per accelerare ulteriormente sulla differenziata servono altri soldi che non abbiamo». Le speranze di Tei sono riposte nell’entrata a regime della gestione Sei «e anche considerando il flusso di rifiuti, finalmente arrivato nell’impianto di Futura anche da altri comuni, possiamo individuare i risparmi utili da investire».

Quindi la polemica sull’impianto di Scarlino. «È una realtà privata e per diventare parte del piano della provincia gli enti pubblici avrebbero dovuto comprarla. E non credo la regalassero».

Infine la Tares. «Tutti sanno che finora a Grosseto, con la Tarsu, si pagava il 78% del costo del servizio e che, per legge dello Stato, adesso si deve coprire il 100%. Chi ha avuto aumenti minori faceva già pagare il 100% o quasi e magari non ha costi di bonifica di discariche. Comunque siamo impegnati a conseguire dei risparmi perché ci rendiamo conto che il livello di tassazione complessivo è troppo alto».

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