Attenzione
Pineta devastata dall’invasione di cinghiali
L’allarme dei cacciatori tra Follonica e Scarlino: pericolo per l’attraversamento delle Collacchie
SCARLINO. Quei segni sul terreno sono inequivocabili e anche chi non frequenta, per passione o per lavoro, la macchia e i boschi capisce subito che un disastro del genere può avere solo una matrice: un branco di cinghiali. È allarme nella pineta tra Follonica e Scarlino, che col tempo sta diventando un comodo habitat per gli ungulati tanto diffusi in Maremma. A pochi metri dal mare, nei sentieri frequentati in estate dalle migliaia di turisti che scelgono il golfo come meta per le vacanze, adesso la fanno da padrone branchi di cinghiali che scorrazzano soprattutto di notte senza problemi. Una situazione che rischia di diventare potenzialmente pericolosa anche per l’uomo; infatti i cinghiali “invasori” arrivano nella pineta della Polveriera (ma un po’ in tutto il tratto della riserva scarlinese fino al canale Allacciante) dal vicino Padule di Scarlino, per lasciare il quale però i branchi di mammiferi devono attraversare via delle Collacchie. Una migrazione sempre più massiccia e che potrebbe anche diventare rischiosa nel caso in cui gli animali si imbattessero nel traffico automobilistico dell’arteria che collega il Puntone alla città del golfo. «La situazione si sta trascinando ormai da un paio di mesi – spiegano alcuni cacciatori – abbiamo inoltrato la segnalazione a forestale, carabinieri, Provincia, Arci caccia sperando che qualcuno abbia la competenza per poter intervenire e per cercare di capire come arginare il fenomeno». La pineta lato mare offre infatti la possibilità di trovare rifugio ai cinghiali, soprattutto nella zona meno battuta dal turismo di massa e che è rimasta ancora abbastanza integra e folta. Non manca poi il cibo, richiamo fondamentale per questi animali che sembrano aver trovato clima giusto ed abbondanza alimentare nella pineta. Trovare però il modo per limitarne la presenza ed evitare la colonizzazione di aree turistiche o comunque potenzialmente frequentate dall’uomo non è impresa agevole, sia per le norme in vigore sulla materia sia per la particolarità dell’intervento che in questo caso andrebbe ad interessare una pineta aperta al pubblico adiacente ad una strada di grande transito. In ogni caso il cinghiale rimane un animale da gestire attraverso un intervento attivo dell’uomo per controllarne il numero, un affare tecnico che deve essere seguito da tecnici su base scientifica, magari con metodi incruenti che consentano di catturare un numero elevato di esemplari. «Qualcuno deve prendersi la responsabilità di affrontare la questione – concludono i cacciatori che hanno sollevato il problema – principalmente per garantire la sicurezza della circolazione stradale».(m.n.)
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