Il dolore
Il Comune sfratta la Buca di San Lorenzo
Il ristorante non paga l’affitto all’ente dal 2005 per recuperare alcuni lavori. Il Municipio gli congela anche tavoli e pentole
GROSSETO. L’ufficiale giudiziario potrebbe bussare alla porta del ristorante La Buca di San Lorenzo da un momento all’altro. Il Comune di Grosseto, proprietario del fondo, dà lo sfratto al noto locale che si trova all’interno della troniera delle Mura in via Manetti. La decisione è arrivata martedì pomeriggio quando la giunta, riunita nella seduta settimanale, ha deliberato il rilascio dell’immobile e il sequestro conservativo dei beni posti a suo servizio.
È questo l’ultimissimo atto di un lungo contenzioso che si trascina dal 2005 tra il Comune e la società Mida sas, proprietaria del ristorante. Il ristorante, infatti, dovrebbe pagare un affitto per l’uso dei locali ma da quell’anno ha smesso di fare il versamento e, secondo i calcoli del Comune, sarebbe in arretrato di oltre 100mila euro.
Claudio Musu, titolare della Buca di San Lorenzo e tra i soci Mida, dal canto suo ha sempre respinto le accuse e dato una spiegazione a suo giudizio limpidissima del perché ha smesso di pagare l’affitto. A partire dal 2003, infatti, Musu ha informato il Comune che urgevano lavori strutturali all’edificio per evitare infiltrazioni d’acqua e miasmi dalle fogne. L’allora assessore Colomba aveva riconosciuto che un intervento era urgente ma poi il Comune non aveva più fatto sapere niente ai suoi inquilini. E così Musu, con un’attività aperta sin dal 1995, si era rimboccato le maniche e, tirando fuori 50mila euro, aveva fatto a sue spese i lavori, sperando che poi i soldi gli sarebbero stati scomputati dall’affitto. Qualche amministrazione dopo il Comune, difeso dall’avvocato Tommaso Galletti, invece, sostiene di non aver mai autorizzato quei lavori e che, comunque, mancano le ricevute dei pagamenti, perciò sarebbe impossibile quantificare la spesa. In più nel 2010 il contratto è scaduto e l’ente vorrebbe ritoccare all’insù il canone per adeguarlo ai prezzi di mercato.
Ne è nato un contenzioso al quale, lo scorso maggio, si è aggiunta la revisione avviata dal Comune su 17 immobili di sua proprietà dati in affitto a varie attività commerciali (negozianti, parrucchieri, ristoratori, molti dei quali sotto le mura ovvero Pappagone, Locanda dei Medici, Il Canto del Gallo e appunto La Buca di San Lorenzo) per aggiornare i canoni di locazione.
Un mese prima, a inizio aprile, il Comune aveva intimato lo sfratto alla “Buca”, ma la Mida sas è rimasta salda nella troniera, opponendosi al provvedimento. A quel punto il giudice Mezzaluna del tribunale di Grosseto ha emesso un’ordinanza cosiddetta “non impugnabile” di rilascio; la Buca di San Lorenzo era insomma con le spalle al muro e se ne sarebbe dovuta andare dalla troniera entro il 2013. Invece, di nuovo, non si è mossa.
In questo quadro con la delibera del 21 gennaio scorso (numero 12) la giunta muove il passo successivo per riappropriarsi del locale. E oltre a intimare il rilascio dell’immobile prevede anche il sequestro di tutto quel che c’è dentro (tavoli, fornelli, tovaglie, piatti e così via) a garanzia del proprio credito.
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