Sicurezza
Bizzarri contro la mini-Imu «Ci trasformano in esattori»
Corsa dai commercialisti, domani scadono i termini per pagare la nuova tassa Il sindaco di Scarlino attacca il Governo e non applica l’Irpef comunale
SCARLINO. Domani scade il termine per pagare la mini Imu, questa strana entità che per mesi le istituzioni non sono riuscite a definire in modo preciso. Fatto sta che domani scade e i contribuenti stanno facendo le corse dai commercialisti per mettersi in pari con la tassa. Così avviene anche a Scarlino, dove la mini Imu è stata introdotta da un’amministrazione che non sta in sé dalla rabbia. «Fa apparire i Comuni esattori finali e quindi colpevoli» dice il sindaco Maurizio Bizzarri. Ce l’ha con il governo, colpevole a suo dire di una mossa poco altruista. «Ha fatto un’ innegabile figuraccia ma un po’ si è pure salvato».
Bizzarri alla vigilia del pagamento vuole mettere i puntini sulle i. «Prima che la minoranza faccia un’interpellanza, voglio chiarire le dinamiche sottolineando che da parte dell’amministrazione non c’è stata nessuna furberia contabile, ma siamo stati vittime dell’incertezza fiscale e delle furberie altrui». Nel fatto specifico, si tratta del caso Imu, diventato poi «mini», ossia la tassa sulla casa. Ma perché il sindaco ce l’ha con il governo? Cos’è la mini Imu? «Altro non è che il 40 per cento della differenza da pagare fra la percentuale sulla prima casa all’aliquota base del 4 per mille e quella effettivamente applicata dai Comuni se superiore al 4». Tradotto: è una differenza tra due importi.
Nel corso del 2013, infatti, il governo ha tolto l’Imu e in tutta Italia c’è stata la corsa ad alzare le aliquote, pronti a guadagnarci. Scarlino no, spiega Bizzarri. Ed è proprio qui che nasce la rabbia dell’amministrazione. «Avevamo stabilito l’aliquota superiore dello 0.5 rispetto alla base solo perché l’importo era analogo a quanto pagato con la vecchia aliquota Ici, permettendoci così di gravare meno sulle seconde case, nell’ottica di tendere e svilupparci ancor di più come comune turistico».
Un lavoro sprecato, visto che il governo ha introdotto di nuovo la tassa. Ma alla fine dei conti, il problema è che tutte queste aliquote e indecisioni ricadono sui contribuenti. «Il cittadino – tuona Bizzarri - per poche decine di euro dovrà tornare dal commercialista o al Caf per rifare il conteggio da pagare entro venerdì 24 gennaio». Ergo, domani.
Il sindaco però non ci sta a prendersi l’etichetta di esattore fiscale, visto il lavoro messo in campo sul bilancio in questi anni. «Ad oggi la giunta comunale non ha voluto applicare l’Irpef comunale come molti altri municipi, che sono andati a pescare direttamente su stipendi e pensioni, con aliquote consistenti che vanno dallo 0.4 al 0.8 per cento, nella speranza di mantenere questa linea anche per il prossimo bilancio 2014 come importante obiettivo politico- amministrativo».
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