Il Tirreno

Grosseto

Vietati commenti e regali costosi

di Sara Landi
Vietati commenti e regali costosi

Anche la Camera di commercio vara il codice di comportamento: occhio ai social network

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GROSSETO. Prevenire fenomeni di corruzione e garantire la massima trasparenza delle procedure e la qualità dei servizi erogati dagli enti pubblici. Con questo scopo è stato adottato pochi mesi fa a livello nazionale il codice di comportamento dei dipendenti pubblici le cui prescrizioni devono poi essere specificate e integrate dai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni. Se infatti il codice nazionale definisce in linea generale “i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i dipendenti pubblici sono tenuti a osservare” spetta poi a ciascun ente fissare i paletti e dire cosa è permesso e cosa no ai propri dipendenti. Anche la Camera di Commercio di Grosseto si sta mettendo al passo con le prescrizioni nazionali in materia di anticorruzione, adottando una bozza di codice di comportamento su cui è stata aperta una consultazione pubblica con la possibilità per i sindacati, gli ordini professionali, le associazioni dei consumatori, le imprese e gli utenti interessati di formulare proposte e osservazioni. I termini per partecipare alla consultazione scadono oggi alle 12 (l’avviso pubblico è stato pubblicato lo scorso 8 gennaio, ndc) ma le linee caratterizzanti sono già tutte contenute nei 16 articoli del codice. Viene innanzitutto fissato un tetto di 150 euro come valore massimo dei regali (anche in forma di sconti) che un dipendente (ma il codice vale anche per il personale delle aziende speciali, i consulenti e i collaboratori) può accettare in un anno. Per lo stesso principio è vietato accettare incarichi di collaborazione e consulenza (compresi quelli a titolo gratuito) da soggetti che nei due anni precedenti si siano per esempio aggiudicati appalti nell’ambito di procedure curate personalmente dal dipendente o dal suo servizio di appartenenza. Il dipendente è chiamato inoltre a collaborare in prima persona all’attività di contrasto alla corruzione. Via libera dunque alla possibilità di segnalare in forma riservata al responsabile della prevenzione e della corruzione (funzione assegnata per l’ente camerale al segretario generale, ndc) tutte le situazioni di illecito e irregolarità di cui il personale venga a conoscenza in ufficio e nell’esercizio delle sue funzioni. Sono previste in questo caso forme di tutela a difesa dell’anonimato di chi segnala reati o irregolarità che possano danneggiare l’interesse pubblico. Viceversa c’è un terreno – stavolta virtuale – in cui i dipendenti della Camera di Commercio sono tenuti a muoversi con la massima discrezione: è il mondo dei social network, dei forum e dei blog. In questo caso è vietato per il dipendente “pubblicare sotto qualsiasi forma dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa, indipendentemente dal contenuto, se esse siano riconducibili in via diretta o indiretta all’ente”. Una prescrizione in più riguarda infine quanti operano in uffici a diretto contatto con il pubblico. In questo caso (se non dovessero bastare il buon senso e l’educazione) si precisa che “i dipendenti addetti ad uffici a diretto contatto con il pubblico trattano gli utenti con la massima cortesia e rispondono nel modo più completo e accurato possibile”.

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