Sicurezza
Sindacati e lavoratori ai ferri corti sulla cig
GROSSETO. Nemmeno con il risultato in tasca, le polemiche, alla Mabro, sembrano finire. Il giorno dopo che la Regione ha trovato, attraverso il ministero del Lavoro, la quadratura del cerchio per...
Nemmeno con il risultato in tasca, le polemiche, alla Mabro, sembrano finire. Il giorno dopo che la Regione ha trovato, attraverso il ministero del Lavoro, la quadratura del cerchio per portare a casa la cassa integrazione per i dipendenti, in attesa che la società venga ceduta, da due campane diverse suona la stessa verità: dalla parte dei lavoratori e da quella dei sindacati.
La prima a prendere carta e penna, ieri mattina, è stata Elena Moschini, cassintegrata della fabbrica di via Senese. «All’ultima assemblea - dice - alla quale ero presente, Cgil, Cisl e Uil ci hanno comunicato la decisione del commissario Russotto di dover scegliere tra la mobilità o l’ aspettativa non retribuita. È stato vergognoso, perché il sindacato dovrebbe tutelare i diritti del lavoratore come il posto di lavoro e lo stipendio.
Non si doveva nemmeno prendere in considerazione una proposta del genere e presentarla ai lavoratori».
Polemiche a parte, la svolta nella vicenda, secondo Elena, è arrivata quando le rsu Cgil hanno insistito perché si trovasse un’alternativa. «È solo grazie a loro che siamo arrivati a questo risultato - aggiunge - Adesso siamo salve almeno per un po’ e grazie a chi non si è arreso abbiamo continuità nella cig. Allora cari segretari,visto che non era poi così impossibile come volevate farci credere? L’importante, secondo me è non perdere di vista l’ obiettivo da raggiungere: lo stipendio dei lavoratori su cui del resto è impostato il vostro lavoro e il vostro stipendio».
Una lettera che è arrivata dritta al segno e che ieri sera ha ricevuto la risposta di Cgil, Cisl e Uil.
«Dopo l' incontro con Russotto, nel corso del quale ci è stata prospettata la soluzione della mobilità o in alternativa l'aspettativa ci siamo subito attivati per cercare una soluzione che garantisse il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori - spiegano i tre segretari di categoria - L'assemblea, tolta una esigua minoranza, ha capito in modo chiaro che avremmo tenuto l'accettazione individuale da parte dei lavoratori dell'aspettativa come ultima opzione e che avevamo chiesto alle segreterie nazionali un supporto. Alcune lavoratrici, durante l'assemblea hanno prospettato la soluzione delle ferie, ipotesi non percorribile perché avrebbe generato dei costi, in alternativa hanno prospettato l'idea di richiedere un incontro al giudice Pedone per chiedere il suo intervento».
I sindacati dopo tre giorni dall' assemblea sono andati a Firenze dall' assessore regionale Simoncini, con il sostegno di Marras e Bonifazi, a chiedere se la soluzione contenuta nella circolare dell'Inps del 2002 potesse essere applicata nella situazione della ex Mabro. «Circolare trovata da noi - rimarcano - non dalle lavoratrici che si vogliono attribuire il merito della soluzione».
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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