Il Tirreno

Grosseto

L’orrore davanti agli occhi «Le mie pecore sbranate»

di Fiora Bonelli
L’orrore davanti agli occhi «Le mie pecore sbranate»

A San Quirico di Sorano un branco di 8 randagi aggredisce e “spolpa” tre ovini «Una scena spaventosa: sono rimaste le costole. Chiediamo aiuto alle istituzioni»

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SAN QUIRICO DI SORANO. Ha visto un branco di 8 “randagi” finire di spolparsi tre pecore del suo gregge di San Quirico di Sorano e ha chiamato i carabinieri perché la paura per gli animali e per se stessa è stata fortissima.

La signora Lucia, che ha una azienda di allevamento ovino in quel di Sorano, è ancora sbigottita per quel che ha visto lunedì mattina, verso le 8: «Come sempre - dice - sono scesa ad aprire l’ovile per mandare fuori le pecore che la notte tengo ben chiuse per evitare attacchi. Non è la prima volta che subisco aggressioni. La prima l’ho subìta un mese fa e mi è costata 3 pecore morte. La seconda ha avuto come vittime i miei cani, due animali di circa 40 chilogrammi ciascuno, che sono stati massacrati da predatori, che io chiamo cani randagi, perché non so, francamente, se e come siano incrociati. Il terzo attacco, lunedì. Dopo aver aperto alle pecore sono scesa dai cani per dar loro da mangiare. È stato in quel momento che ho sentito le pecore belare stranamente. Mi sono precipitata nel prato e ho visto un branco di predatori. Erano 8, tutti di grandissima taglia, circa 60 chilogrammi ciascuno, valutati a occhio, facendo il confronto con la taglia dei miei cani. Uno di questi predatori assomigliava parecchio a un pastore tedesco, ma era assai imponente e gli altri erano tutti col manto marroncino. Quello che fa paura è la loro dimensione: se si avventassero su una persona, un bambino, capiterebbe qualcosa di irrimediabile. Quando mi hanno visto (ma mi sono tenuta ben lontana), se ne sono andati, ma ormai si erano divorati 3 pecore. E dico divorato perché di una pecora hanno lasciato solo le costole. Il resto tutto mangiato. Anche i resti delle altre due, straziate e mangiate e a brandelli. Il branco di 8 canidi deve aver tenuto d’occhio le mie mosse, perché si è lanciato sul gregge appena avevo lasciato uscire le pecore dall’ovile, come se sorvegliasse la zona e sapesse che a quell’ora apro la porta. Ho chiamato i carabinieri e sono arrivati subito. Anche secondo loro una soluzione va trovata, perché non si può assistere a strazi simili e c’è pericolo serio per gli abitanti del podere e di quelli vicini. Non è la prima volta - dice Lucia - che viene avvistato questo branco, ma ci sono molti che non denunciano le perdite per evitare le spese esose dello smaltimento delle carcasse».

Alla fine l’allevatrice di San Quirico di Sorano lancia un appello alle autorità competenti: «È arrivato il momento di trovare una soluzione rapidissima. Invito i Comuni a fare prevenzione del randagismo e piani di cattura seri per i randagi in circolazione. Il branco che ho visto io, ma non solo io appare certamente come un branco pericoloso di randagi affamatissimi, e vanno presi e messi in luoghi adeguati. Ne va dell’incolumità di greggi e di uomini».

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