La manifestazione
«I dipendenti sono le vittime»
Sacchetti (Uil Fpl): attacchi quotidiani su Facebook, vanno tutelati
GROSSETO. I dipendenti pubblici come bersaglio sui social network. Dopo il caso del codice etico al Comune di Follonica, con numerose regole e restrizioni, a suggerire un punto di vista diverso da cui guardare al dibattito che si sta sollevando è il segretario della Uil Fpl Sergio Sacchetti.
Il problema c’è, scrive Sacchetti, visto che sui social network i dipendenti pubblici sono sempre più spesso oggetto di invettive da parte di cittadini esasperati dalla crisi, un fenomeno che si verifica ormai quotidianamente “a discapito di chi, in tutti i campi del servizio pubblico alla collettività (enti locali, sanità, altri enti, terzo settore), svolge il proprio lavoro con serietà, professionalità e spirito di servizio”.
“A ciò – prosegue Sacchetti - si aggiungono i recenti codici etici adottati dalle pubbliche amministrazioni in applicazione del pacchetto anticorruzione. Dalla lettura di alcuni di questi codici emerge, come è logico e corretto, l’obbligo di astensione del dipendente pubblico dai social network, se non, in alcuni casi, per soli motivi di servizio. Fin qui nulla da dire; il fatto è che, purtroppo, si sono già verificati episodi dove cittadini esasperati dalla congiuntura negativa attuale si sono rivolti sui “social” con insolenze e calunnie verso dipendenti pubblici che svolgono il loro lavoro, con professionalità e sensibilità”.
“Come organizzazione sindacale – dichiara Sacchetti – non ci stiamo alla delegittimazione quotidiana, trasversale e a tutti i livelli del lavoratore pubblico e ci auguriamo che la politica e la dirigenza si facciano carico di questo problema crescente cercando di ripristinare il giusto grado di equilibrio tra l’ascolto delle esigenze manifestate dalla cittadinanza, l’erogazione di un buon servizio pubblico e la difesa della dignità e della professionalità dei lavoratori pubblici”.
“Una buona amministrazione – conclude Sacchetti - deve essere come un buon allenatore di calcio per la sua squadra, cioè deve “sostenere” ufficialmente i suoi giocatori, anziché gettarli in pasto alla “tifoseria”: così si “fa squadra” e si ottengono risultati sempre più buoni (un miglior servizio per la collettività)”.
Su questo fronte la Uil Fpl di Grosseto si impegna a vigilare al massimo invitando gli stessi dipendenti pubblici che si sentano diffamati sui social network a segnalare gli attacchi subiti per potersi tutelare nelle sedi opportune.
(s.l.)
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