Il dolore
«Cercate solo chi lavora seriamente»
Dopo i casi, in città, di turisti imbrogliati, numerosi operatori preparano un manifesto: «Qui trovate professionalità»
GROSSETO. Poi accade che il viaggio sfuma, i soldi pure e anziché per le isole ti ritrovi a girellare per studi legali in cerca di giustizia: ecco, più o meno questo è quel che è accaduto a qualche decina di grossetani. O almeno è quel che raccontano. Sì, perché sembra che per puro caso un’aspirante turista si sia accorta di essere piombata al centro di un incubo e, dopo di lei, tanti altri aspiranti vacanzieri. Tutti avevano prenotato un soggiorno da sogno in un’agenzia del capoluogo, ma le cose non sono andate per il verso giusto. C’è chi dice di aver saldato, con largo anticipo, l’intera quota per il viaggio: eppure, al momento della partenza, non ci sarebbe stata alcuna prenotazione valida (vedi a lato, ndc). Da parte sua, la titolare dell’agenzia, tramite l’ufficio legale che sta seguendo la vicenda, rimanda le accuse al mittente e getta acqua sul fuoco. Intanto l’attività commerciale rimane chiusa, per motivi di salute (vedi in basso, ndc). Il marasma nato attorno a questa vicenda qualche effetto l’ha avuto: una quindicina di agenzie viaggi della città hanno deciso di muoversi e realizzare un progetto comune. Si tratta a tutti gli effetti di una campagna informativa, con cartelli che saranno affissi alle vetrine delle agenzie aderenti. Il principio è chiaro: non posso puntare il dito su qualcuno che si comporta male? Allora mi tiro fuori e scelgo di ricordare a tutti che io lavoro in modo onesto. Largo dunque alla locandina con tanto di loghi commerciali. Il testo? In alto campeggia la scritta “Viaggiatori truffati, viaggi inesistenti, disinformazione e incompetenza”. E, al centro, un grande “Non siamo noi!”
«L’invito al pubblico – spiega Arianna Bernabini, titolare della Jabalí viaggi di via Vinzaglio – è quello di cercare le agenzie che espongono questo cartello. Quel che ci preoccupa, dopo casi come quello che sta emergendo nelle cronache locali, è il danno d’immagine, la percezione che la gente ha delle agenzie viaggi».Insomma, la paura è di finire tutti nello stesso calderone. «Chi si muove in modo scorretto ci danneggia, sembra che facciamo prezzi a caso. Ed ecco che c’è chi va on-line e magari nel fai da te prende altre fregature. Invece è sempre meglio rivolgersi a chi ci mette la faccia. Ma l’agenzia deve essere adeguata: per aprire occorre superare un esame di livello regionale e individuare un direttore tecnico». Poi c’è da stipulare un’assicurazione di responsabilità «E deve avere dei massimali elevati». Senza considerare che vanno rispettati «Requisiti dei locali, metri quadri interni e vetrina: c’è uno statuto». Una volta superate tutte queste cose allora si arriva a ottenere la licenza che viene rilasciata dalla Provincia. «L’autorizzazione deve essere esposta e ben visibile al cliente». La titolare della Jabalí raccomanda attenzione a quando si firma un contratto, «Pretendete la copia» e occhio che sia ben presente «Il numero che conferma la prenotazione e mai lasciare soldi senza ricevuta». Infine l’ultimo consiglio: «Diffidate dei prezzi fuori dal mondo: non esistono viaggi tutto incluso a 200 euro per 7 giorni in un resort extra lusso all’estero. Nel nostro mestiere non ci sono margini così grandi da poter permettere sconti di certe proporzioni. In caso di presunte truffe? Rivolgetevi a un avvocato, oltre che alle forze dell’ordine. E contattate le associazioni dei consumatori». Nei prossimi giorni le locandine saranno affisse alle vetrine dei locali dei tanti agenti che hanno deciso di aderire all’iniziativa. La stragrande maggioranza di chi opera nel settore si muove con onestà. Ma è sempre bene stare con gli occhi aperti: dal pacchetto turistico al “pacco” il viaggio è breve.
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