Il Tirreno

Grosseto

Khorakhanè, corsa contro il tempo

di Sara Landi
Khorakhanè, corsa contro il tempo

Mobilitazione in città per salvare il circolo dalla chiusura: aderisce anche Erriquez della Bandabardò

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GROSSETO. «Di posti e situazioni così per fare musica dal vivo in Italia ce ne sono davvero pochi». A testimoniarlo sono i tanti gruppi che in dodici anni di vita del circolo Arci Khorakhanè di via Ugo Bassi hanno portato la loro musica al circolino.

Il circolino ora però rischia di chiudere e soci e volontari hanno deciso di dar vita ad una campagna straordinaria di sottoscrizione “per continuare a esistere”. Una campagna che da sabato può contare su un testimonial d’eccezione come il cantante della Bandabardò Enrico Greppi (alias Erriquez) che ha deciso di tesserarsi al circolino, il segno più concreto e tangibile per dare il proprio sostegno alla campagna “Con il Khora nel cuore”.

A fare il punto della situazione è il presidente del circolo, Marco Giuliani: «Dobbiamo nel giro di pochissimo tempo mettere insieme una somma per saldare alcune rate arretrate del mutuo. Questo ci consentirà di arrivare ad una ricontrattazione del mutuo stesso con Banca Etica per riportarlo a una dimensione per noi sostenibile. Ma la nostra non è un’operazione volta solo a fare cassa: vogliamo farci conoscere al maggior numero di persone possibile, far capire che realtà è il Khorakhanè e cosa perderebbero i giovani e la città se il circolo dovesse chiudere».

Dalla fondazione nel 2001, e ancor più dopo l’ampliamento nel 2009 con la nascita dello Spazio 72, il circolino ha messo in piedi una ricchissima programmazione di spettacoli ed iniziative culturali e rappresentato il punto di riferimento e di aggregazione per realtà come il Teatro Studio, la Rete degli studenti medi di Grosseto, l’associazione Briganti di Maremma e il Festival Resistente.

«Sono tutte realtà autonome – puntualizza Giuliani – ma in qualche modo hanno avuto e continuano ad avere nel circolino la loro casa. Le riunioni, le prove, le iniziative ospitate in oltre dieci anni di attività: anche questo è ciò che la città rischia di perdere se il Khorakhanè, come luogo del pensare e dell’agire, sarà costretto a chiudere i battenti, prospettiva che cercheremo di scongiurare in ogni modo».

Tra le iniziative in programma per salvare il circolo anche l’idea di una “festa no slot” per rivendicare la scelta di coraggio fatta sin dalla fondazione dal Khorakhanè.

«Volevamo essere un circolo giovanile modello – ricorda Giuliani con orgoglio - e abbiamo sempre detto no con fermezza alle slot machines: forse oggi non avremmo gli stessi problemi economici ma avremmo sicuramente tradito la nostra identità. Qui da noi c’è spazio solo per il biliardino».

Lo stesso discorso vale per la politica dei prezzi da sempre praticata dal circolo, dove, tanto per fare due esempi, il coperto non si paga e il caffé costa 70 centesimi.

«Mantenere prezzi popolari è una scelta che per certi versi si paga – dice Giuliani – ma vogliamo continuare così nonostante tutto».

Salvando il Khorakhanè dunque, senza però snaturarlo. Ora non resta che guardare con fiducia alla mobilitazione in Rete e al tesseramento 2014, aperto un po’ in ritardo rispetto agli anni passati proprio a causa dello spettro incombente della chiusura.

In meno di venti giorni sono già oltre 400 le tessere sottoscritte o rinnovate. «C’è stato un anno d’oro in cui siamo arrivati ad avere 1800 soci – ricorda Giuliani – Sarà difficile replicare un simile risultato ma mai come adesso il circolino ha bisogno di una grande squadra di sostenitori».

La stessa squadra a cui il Khorakhanè fa appello su Facebook: «Non permettiamo che questa esperienza venga chiusa – si legge tra l’altro nell’appello on line – e che un’altra luce si spenga nella nostra città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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