Sicurezza
Dipendenti comunali “con il bavaglio”: vietato criticare l’ente sul web
Il Comune di Follonica detta nuove regole per l’uso dei social network, insorge il Movimento 5 Stelle
di Paola Villani
FOLLONICA. Nuove regole per i dipendenti comunali, vietato parlare o scrivere su Facebook dell'attività amministrativa. Non potranno più esprimere giudizi o apprezzamenti riguardo all'ente comunale di cui fanno parte, ciò in ogni ambito, e non potranno neppure pubblicare o commentare sul web (Facebook in primis) operazioni riguardanti il municipio. I regali invece non potranno superare i 150 euro, almeno a Follonica , a quanto si legge sulla bozza del codice pubblicato sul sito del Comune del golfo.
Tutto nasce da una legge delle Stato dell'anno passato che a breve dovrà diventare effettiva, studiata per scongiurare l'ipotesi di corruzione di chi è alla dipendenze pubbliche. Quello che stupisce di più chi ha sollevato la questione (il Movimento 5 Stelle) è che la bozza del regolamento è stata sottoposta ad un processo partecipativo del quale non è, a giudizio dei grillini, stata data nessuna informazione ai cittadini. Se si parla di condivisione insomma perché nessuno ne sapeva niente? «Tale processo partecipativo – spiegano dal movimento - è iniziato alla vigilia delle vacanze natalizie, il 24 dicembre ed è terminato il 16 gennaio 2014; in questo ristretto periodo tutti gli interessati potevano presentare proposte ed osservazioni, sempre che l’avessero saputo, dato che l’amministrazione non ne ha dato risalto sulla stampa locale. Per il Movimento 5 Stelle di Follonica questa bozza di codice di comportamento è un bavaglio ai dipendenti comunali, l’amministrazione di Follonica, travisando completamente lo spirito della norma, vieta espressamente che il dipendente possa esprimere giudizi o apprezzamenti riguardo all’attività dell’ente con riferimento a qualsiasi ambito, inoltre non potrà pubblicare, sotto qualsiasi forma, sulla rete internet (forum, blog, social network, e così via) dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa, indipendentemente dal contenuto, se esse siano riconducibili, in via diretta o indiretta, all’ente o assumere comportamenti che possano nuocere l’immagine dell’amministrazione».
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