Sicurezza
Sindaci uniti contro la “nuova” geotermia
Accordo fra i Comuni dopo il caso Montenero. Ma Sos insorge: «Perché a Bagnore invece va bene?»
CASTEL DEL PIANO. Il caso della centrale geotermica progettata dalla società Gesto in Val d’Orcia continua a tenere banco. Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, ha incontrato venerdì il sindaco di Montalcino per discutere la questione. E con il collega ha deciso di predisporre un documento comune che dica un deciso no alla costruzione di centrali e sia sottoscritto da tutti i sindaci sia dell’Amiata che delle sue propaggini. Delle zone, insomma, toccate dai progetti di ricerca geotermica.
«In questo documento si dirà un altro no forte e chiaro, come quello che già in passato dicemmo alla Regione Toscana _ spiega Franci _ per chiarire che i comuni i cui territori sono stati individuati per sondaggi e ricerche, non sono disponibili a vedere sul loro terreno impianti geotermici. Un’operazione, questa, che chiama a raccolta i primi cittadini di Castel del Piano, Montalcino, Cinigiano, Seggiano, Castiglione d’Orcia, Civitella Paganico, San Giovanni d’Asso, Campagnatico, Santa Fiora, Arcidosso, tutti consapevoli che i permessi per la ricerca sono di ragione ministeriale, ma altrettanto fermi nel dire no a ricerche invasive e alla installazione sui propri territori di impianti geotermici».
Intanto il Comitato per la salvaguardia della Val d’Orcia Inferiore ha sollecitato una ferma presa di posizione contraria agli impianti geotermici in loco, da parte del consorzio Montecucco doc, dopo la dichiarazione esplicita di contrarietà di quello del Brunello. «I nostri territori _ continua il sindaco Franci _ sono a spiccata vocazione agricola, un’agricoltura di altissima qualità; ed è impensabile aggredire l’ambiente con l’impiantistica geotermica. Altri sono i nostri progetti. Infatti _ ribadisce _ abbiamo preso in serio esame, col sindaco di Montalcino, l’ipotesi di inserire anche “l’altra riva dell’Orcia”, dentro il Parco artistico-culturale della Val d’Orcia, dal 2004 patrimonio dell’umanità. Questo è quello che ci interessa davvero», conclude Franci».
Una posizione ferma, che però invece di placare le ire di chi alla geotermia sull’Amiata si oppone senza se e senza ma, se possibile le accresce. Sulla base di una domanda: perché tanta fermezza in questo caso, mentre per le centrali Enel a Santa Fiora le istituzioni locali tacciono, anzi acconsentono?
Se lo chiede Sos Geotermia, che ribadisce: «Contro ogni impianto, moratoria subito». Il Comitato precisa: «Sosteniamo i cittadini e i comitati di Montenero... ma gli amministratori del Pd vedono la pagliuzza Gesto e ignorano la trave Enel».
Sono stati proprio gli amministratori _ scrive Sos Geotermia _ «a spalancare le porte all’ulteriore incremento delle attività geotermiche in questi territori, sordi alla richiesta di applicare il principio di precauzione quando, come in Amiata, esistono problematiche molto gravi che riguardano situazione sanitaria, acquifero, qualità dell’aria e rischio sismico. Oggi hanno acconsentito alla costruzione della più grande centrale dell’Amiata, Bagnore 4 (40 Mw) all’interno di un Sito di Interesse Comunitario. Per questo sorprende sentire che si schierano contro le centrali geotermiche perché danneggiano l’agricoltura, il turismo e la produzione di qualità del territorio».
Sos Geotermia evidenzia poi come l’impianto progettato a Montenero sia assai più piccolo e meno impattante di quelli esistenti o in costruzione a Bagnore e a Piancastagnaio. «Gli amministratori e la Regione non possono discriminare i cittadini in figli e figliastri. Non possono permettersi di abbracciare oggi la causa della geotermia contro gli impianti sperimentali a Montenero e, contemporaneamente, essere i responsabili primi dello scempio delle centrali Enel». (f.b.)
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