Sicurezza
«Si è tentato un golpe» Attesa per la sentenza
Quattro gli scenari che potranno emergere dall’udienza del Consiglio di Stato: viene accettato il ricorso di “Centrosinistra Unito per Gavorrano”, Iacomelli e la sua maggioranza tornano al proprio...
GAVORRANO. La Costituzione sottobraccio. Perché «la sovranità appartiene al popolo e questo principio non deve essere ribaltato». Elisabetta Iacomelli ostenta serenità, almeno esteriormente, a due giorni dal pronunciamento del Consiglio di Stato sulla legittimità dell’autentica delle firme a sostegno della sua lista. Sanno, lei e il suo staff, di avere fatto tutto quello che era possibile per convincere i giudici che quelle firme vidimate da un consigliere provinciale sono valide anche per la competizione comunale. Nel balletto fra sentenze dei Tar di tutta Italia, spesso l’una difforme dall’altra e che hanno riunito nella battaglia comuni lontani sia territorialmente che politicamente, l’ultimo passo è ormai imminente e l’avvocato gavorranese sarà presente all’udienza del Consiglio di Stato con il collega Grassi che ha seguito passo dopo passo l’intricata vicenda. «Ci conforta specialmente il Tar Campania – spiega Iacomelli – che recentemente ha rigettato tutti i ricorsi presentati in casi analoghi sostenendo che il principio della territorialità era sufficiente per considerare valida l’autentica delle firme. Fra l’altro i limiti che hanno creato il pronunciamento del Tar contro di noi e in riferimento al quale abbiamo presentato ricorso non erano mai venuti fuori prima. Ci sono esempi di territori, come Molfetta, in cui il 100% delle liste hanno avuto le firme certificate da consiglieri provinciali; a Gavorrano in pratica è stato chiesto di avallare un golpe escludendo la lista democraticamente eletta a favore di quella sconfitta. Se i cittadini avessero voluto l’altro sindaco l’avrebbero votato. Tutti i Tar hanno confermato nelle loro sentenze che è impossibile stravolgere il risultato elettorale». L’udienza del 21 gennaio, che unirà i destini di Gavorrano, Tricarico e Valenzano, sarà utile per fare chiarezza sulle norme. «C’è stata molta attenzione attorno al caso – ricorda Iacomelli - a partire dalla mozione Nencini fino all’ordine del giorno dell’onorevole Sani proposto al Governo proprio per dare una interpretazione alle norme più conforme possibile alle istruzioni del Ministero, per finire all’emendamento presentato alla Camera dal deputato Nazareno Pilozzi di Sel in materia di competenza degli organi politici. Speriamo che ci venga restituito il ruolo che i cittadini ci hanno conferito, Gavorrano viene da una situazione politica traballante e quello che serve adesso è stabilità. L’augurio è che il Consiglio di Stato stabilisca la legittimità del nostro iter: tutto quanto successo l’ho vissuto come una ingiustizia, all’inizio è stata una batosta inaspettata, poi ci siamo confrontati con gli amministratori dei comuni che sono nella nostra stessa situazione e crediamo di aver fatto un buon lavoro». Di sicuro c’è che il pronunciamento del Consiglio di Stato farà chiarezza in maniera definitiva sulla questione, visto che nell’udienza del 21 saranno discussi sia il ricorso di Iacomelli che quello di Borghi accorpati dal supremo organo. Ancora due giorni insomma, poi finalmente Gavorrano saprà che cosa l’attende nel futuro. «Speriamo di tornare a fare il nostro lavoro – conclude - c’è molto da realizzare per proseguire quanto appena iniziato nella prima parte di legislatura. Speriamo per il territorio che non si rendano necessarie nuove elezioni ma crediamo in ogni caso di avere ampi consensi fra la popolazione».
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