Il Tirreno

Grosseto

«Per il centro Comune assente»

di Maurizio Bernardini
«Per il centro Comune assente»

Il consigliere Cerboni (Ncd) all’attacco sulle condizioni delle Mura, il degrado, il caos notturno

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GROSSETO. Le Mura? Sono al limite di una decadenza irreversibile. Il centro? Invaso da ragazzetti irrequieti. Gli sgravi su Tosap e Imu? Non servono per riportare gente nel salotto buono: eccoli i punti del Cerboni-pensiero.

Nel pomeriggio di ieri l’esponente del Nuovo Centro Destra ha messo nero su bianco una riflessione sul cuore cittadino.

Perdere la memoria. Si parte dalle Mura: oggetto di continuo tentativo di valorizzazione, ma in parte ancora abbandonate al degrado: «Esempio dell’incapacità di un’intera comunità di conservare e tramandare le proprie radici, di salvaguardare il centro della propria identità civica nel continuo scarica barile delle competenze». Secondo Cerboni «Grosseto sembra non amare più se stessa, perché ormai incapace di difendere ciò che la rappresenta». È la fotografia di una città allo sbando, in cui ha il sopravvento la logica dell'«A tutto ci si abitua».

Consentire il degrado del salotto buono e degli edifici simbolo «Significa perdere la memoria della nostra identità di cittadini grossetani, rinunciando a tramandarla ai nostri figli». E infine: solo quando è stato realizzato il video-choc sul commercio «Le istituzioni si sono risvegliate, infastidite e scandalizzate per voce dell’assessore Cerciello». Ma occhio, le Mura sono «Al limite di una decadenza irreversibile».

Cosa serve. Cosa occorre al centro? «Più pulizia, sorveglianza, controllo del degrado e degli scarabocchi. Più luce, manutenzione, panchine e cestini». Serve anche maggior cura del verde e «Messa in sicurezza delle spallette pericolosamente inclinate, delle scale e dei camminamenti sconnessi da radici esuberanti».

Cosa non serve. L’esponente alfaniano non ha dubbi: per riportare i grossetani in centro non servono «Gli incentivi che l'amministrazione ha approvato nel 2013: le persone non si avvicineranno solo perché le attività presenti pagano meno Tosap sui tavolini nelle vie o per i ponteggi delle ristrutturazioni, o un punto in meno di Imu. Non c'è correlazione diretta tra queste agevolazioni e l'attrattività del centro. Questi incentivi non servono né alle attività economiche del centro, né a chi desidera vivere il centro». Per Cerboni «Sarebbe stato meglio non aver ridotto Tosap e Imu sugli spazi dei privati, usando invece le risorse per incentivare la fruizione degli spazi pubblici».

Ragazzi irrequieti. «È sempre più evidente come il popolo della notte non si limita a consumare nella città, ma consuma la città stessa. Il centro nelle ore di tarda serata si popola di giovani irrequieti sensibilizzati al facile uso degli alcoolici e da qui disturbo della quiete, risse, sporcizia».

Per Cerboni i ragazzi sono sempre più demotivati e impossibilitati a realizzarsi, dunque si rifugiano in «Alcool e tossicodipendenze».

Occorrono iniziative affinchè il tempo libero «Non finisca per essere solo momento di consumo smodato e schiamazzo selvaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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