Il Tirreno

Grosseto

Ibrido (o lupo) in foto, è scontro

di Fiora Bonelli
Ibrido (o lupo) in foto, è scontro

Il proprietario di un cane lupo afferma: «Quello è il mio». E i pastori: «Allora chiederemo i danni a lui»

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PRESELLE. La foto di un predatore che la mattina presto si muove nelle campagne di Preselle e viene per caso fotografato da un ragazzino di 13 anni, Andrei, da dietro i vetri dello scuolabus, sta alzando un bel polverone.

Si muovono animalisti e allevatori, esperti di predatori e, naturalmente, giornali. Così, dopo la dichiarazione di un allevatore di Preselle che affermava, il giorno dopo la pubblicazione della foto del predatore pubblicata dal Tirreno, di aver riconosciuto nell’ibrido fotografato, tratti sovrapponibili a quelli del predatore che pochi giorni prima gli aveva fatto razzia nel gregge (manto rossiccio con chiazze più scure), adesso c’è, invece, chi dichiara che in quella foto ha riconosciuto i tratti del suo cane lupo cecoslovacco.

Lo riferisce un quotidiano on line che fornisce pure il nome del proprietario del cane di Preselle, Stefano, e del cane stesso, Aaron (che era fuggito di casa per andar dietro ad una cagnolina, riferisce il giornale).

E fornisce anche la fotografia dell’animale: una splendida bestia di colore chiaro, con le zampe quasi bianche, con sfumature grigio-rossicce. Un cane ben messo, col pelo folto e sicuramente accudito in modo domestico. A prima vista nemmeno lontanamente somigliante a quello del predatore fissato nella foto del ragazzino, col mantello assai più scuro (rosso e macchiato di nero) e con le zampe rosse e nere e un corpo più magro e selvatico.

Osservazioni, queste, di un gruppo di allevatori della zona di Preselle, che riferiscono di conoscere bene quel lupo cecoslovacco, Aaron, che secondo loro, poco o nulla ha a che vedere con quello ritratto in foto dal bambino che è assai simile, invece, a quello (o a quelli) che si aggirano nei pressi dei loro recinti e che qualcuno ha visto proprio negli occhi.

«I predatori che vediamo sovente sono tutti uguali – commentano i pastori –, e sembrano proprio quello della fotografia di Andrei. Ma se c’è tanta voglia di dare un nome al cane della foto scattata dallo scuolabus, affermano, e se il padrone è sicuro che quel cane sciolto nei campi sia proprio il suo (cosa che a noi proprio non pare), allora potremmo anche pensare di andare dal padrone a chiedere i danni delle razzie che di continuo accadono ai nostri greggi. È un cane sciolto e libero di vagare dove vuole? Allora è anche libero di venire attorno alle nostre pecore. E non solo. Il padre del bambino, come tutti i padri degli altri bambini, ha il sacrosanto diritto di preoccuparsi per il figlio al pensiero che in giro ci sono animali liberi di girare dove vogliono. Non è fare allarme. È considerare la realtà per come essa è».

Ma non basta. Per quel cane immortalato in foto e a cui qualcuno vuol dare assolutamente un nome e cognome per evitare quello che il giornale on line definisce “inutile allarmismo, che oltre a mettere timore nella gente, sta dando vita ad una vera e propria caccia al lupo innescando un meccanismo di difesa personale nocivo per tutti”, per quel cane, si diceva, si è mosso pure un “giornalista naturalista” dell’Italia settentrionale il quale dopo aver seguito la storia su Internet, così ha dichiarato per telefono: «Mi occupo di questi problemi da anni e sebbene da foto non sia possibile a nessuno avere certezza di come stanno le cose, per quel che è dato vedere, ho fortissimi dubbi che le due foto rappresentino lo stesso cane».

Con buona pace di chi, invece, vorrebbe fornirgli la carta d’identità senza impronte digitali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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