Il dolore
Arrivano le reti per cento aziende
Il progetto Medwolf investe 200mila euro: oltre alle recinzioni i dissuasori sonori
GROSSETO. Entro la primavera sarà realizzato il primo recinto di protezione grazie ai contributi europei del progetto Medwolf. Un nuovo passo in avanti nella battaglia - di stretta attualità - che istituzioni, associazioni di categoria e allevatori combattono in Maremma contro i predatori. Sono 203 le aziende che hanno presentato domanda e sono state inserite in graduatoria. Le prime cento verranno scelte per sperimentare gli strumenti di prevenzione previsti da Medwolf, vale a dire cani da guardiania, recinzioni, fisse ed elettrificate, dissuasori e allarmi acustici. La finalità di queste azioni è, per l'appunto, quella di mitigare il conflitto tra le attività umane e la presenza del 'lupo' (in purezza, ibrido o cane inselvatichito).
«Confermo che il percorso sta per chiudersi - dichiara l'assessore allo sviluppo rurale della Provincia di Grosseto, Enzo Rossi - dopo la pubblicazione dell'avviso di manifestazione d'interesse è stata adesso stilata una graduatoria. Dalla prossima settimana inizieranno i sopralluoghi negli allevamenti. Vediamo se riusciamo a diminuire le sofferenze di coloro che sono costretti a fare i conti, anche negli ultimi giorni, con gli attacchi alle greggi da parte dei predatori. Nel rispetto della legge e con molto impegno stiamo cercando, ormai da diverso tempo, di vagliare tutte le soluzioni possibili. Tra queste ci sono anche le misure di prevenzione di cui stiamo parlando, che mettiamo a disposizione degli allevatori e che saranno realizzate in questi primi mesi del 2014».
Al bando, come detto, hanno partecipato quasi tutte le aziende zootecniche che ricadono sul territorio e in possesso dell'iscrizione nel registro delle imprese come imprenditori agricoli o piccoli imprenditori coltivatori diretti. I punteggi sono stati assegnati in base a criteri territoriali (l'area di localizzazione dell'allevamento), all'incidenza delle predazioni nel recente passato, alla tipologia dell'allevamento.
L'assessore Rossi ci crede. «Questo è un bel progetto, con un budget rilevante: oltre 200 mila euro. Risorse dell'Unione Europea che arrivano dal settore ambiente. La Provincia di Grosseto, in collaborazione con le tre associazioni di categoria presenti sul territorio (Coldiretti, Confagricoltura e Cia), nell'ambito del progetto MedWolf - che si concluderà nel 2017 - ha promosso, in via sperimentale, le misure di prevenzione di cui parlavo prima. C'è stata una partecipazione massiccia, preceduta dalla consultazione della stragrande maggioranza di allevatori interessati. Ora ci saranno i sopralluoghi azienda per azienda e per ciascun allevamento (ovino, caprino) verrà tarato il migliore degli interventi preventivi. Sono il primo a dire che le aziende zootecniche hanno diritto di fare impresa in sicurezza, ma del resto, per quanto riguarda il lupo, non si può prescindere dal continuare un'azione di tutela».
La commissione di valutazione - composta da Simone Ricci (Istituto di ecologia applicata di Roma - capofila Medwolf), Aldo Pollini (Cia), Luisa Vielmi (Coldiretti), Edoardo Passalacqua (Confagricoltura) e Dario Petrucci (Provincia di Grosseto) - esaminerà le modalità di gestione degli allevamenti, partendo dal primo in graduatoria, e - una volta verificata la disponibilità a partecipare attivamente al monitoraggio della funzionalità delle strutture - sarà sottoscritto un contratto per l'affidamento dei cani (cuccioli di pastore allevati in Abruzzo, che verranno seguiti in azienda da un addestratore) e l'installazione delle misure tecniche di prevenzione. Tradotto in soldoni reti fisse ed elettrificate e dissuasori con rumorosità ciclica o allarmi tarati sul predatore.
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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