Sicurezza
Video-choc, gli ideatori: «Una sveglia alla città»
Fernando Bruno replica all’assessore: «Non ce l’abbiamo con la giunta ma con la gente che si è rassegnata al declino del centro di Grosseto»
GROSSETO. «Non ce l’ho con questa giunta, se non quando promette e non mantiene» così Fernando Bruno, tra gli ideatori del gruppo di Dritti alla meta e uno degli autori del video choc sul commercio diffuso in questi giorni, risponde a qualche critica. Sì, perché il video che fotografa la morìa del centro storico, tra prestigiosi palazzi abbandonati e negozi in chiusura, ha smosso più di un commento. Ora però Bruno sente il bisogno di mettere i puntini sulle i e ribadire il motivo che ha spinto lui e altri a metterci la faccia. «Per ora, nella persona del sindaco Emilio Bonifazi e in quella dell’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, ho trovato una porta aperta. Forse solo promesse? Vedremo». Ma quel che più dà fastidio a Bruno è «La sorpresa di alcune persone della pubblica amministrazione (e non): ma non ci vanno in centro? Ma non parlano con la gente? Ma non si accorgono che le tasse stritolano le ditte?» Secondo il referente di Dritti alla meta «Di cultura a Grosseto è rimasta solo quella della pizza al taglio, con tutto il rispetto per le pizzerie. La Chelliana abbandonata, le Mura (non particolarmente sporche), ma abbandonate e degradate da giovani che non hanno meglio da fare che dipingere “piselloni” dove capita». Senza considerare che «I laureati che conosco se ne sono andati all'estero e quei pochi che rimangono boccheggiano tra tasse e burocrazia facendo un lavoro per il quale sono iper qualificati». In mezzo alla desolazione c’è il commercio: «Sabato mattina in centro metà dei negozi era sprangata e l'altra metà era aperta ma vuota. Cosa volete che dica, che va tutto bene?». Infine Bruno polemizza con i grossetani che si lamentano senza avere però la voglia di far parte di un cambiamento. «La realtà è sotto gli occhi di tutti, ma guai a parlarne, guai a chiedere ai grossetani di fare qualcosa disinteressatamente. Le risposte? “Ma oggi no, c'è vento; c'ho da lavarmi la testa; e se poi piove?”. Insomma, dite che il video è apocalittico? Sì, è vero, è forte. Ma vi cito solo un dato: per far pronunciare una frase senza vincoli ho chiesto a: una decina di esercenti, “Mai davanti a una telecamera”; persone comuni, “No, no io pago già le tasse”; a 30 ragazzi tra i 20 ed i 30 anni, “No, io la faccia non ce la metto”. Eppure, non si chiedeva di offendere nessuno, ma di lasciare spontaneamente un pensiero di 15 secondi, tipo “Io amo Grosseto e mi dispiace vederla così”». Alla fine Bruno ha dovuto realizzare il video con qualche familiare e un amico. «Se la colpa di questo filmato è quella di aver fatto parlare di problemi esistenti, allora sono colpevole. Se il risultato sarà più partecipazione popolare e più collaborazione tra i cittadini per migliorare la città, allora sono fiero di essere colpevole». Qual è il messaggio del video? Bruno non ha dubbi: «Sveglia!».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
