Toscana
Torna la “Festa dei falegnami” si celebra da oltre 200 anni
CASTEL DEL PIANO. Come da tradizione verrà celebrata il prossimo giovedì 23 gennaio la “Festa dei falegnami”, una ricorrenza molto antica che i falegnami di Castel Del Piano celebrano pressoché’...
CASTEL DEL PIANO. Come da tradizione verrà celebrata il prossimo giovedì 23 gennaio la “Festa dei falegnami”, una ricorrenza molto antica che i falegnami di Castel Del Piano celebrano pressoché’ ininterrottamente da oltre 200 anni (quest’anno siamo giunti alla 209° edizione).
La festa prese lo spunto nel 1805 dalla ricorrenza della data di sposalizio tra Giuseppe – falegname - e la Madonna, alla quale i falegnami – soprattutto all’epoca – erano assai devoti.
Tale devozione popolare è stata testimoniata – nel corso degli anni – in vario modo, in particolare con la donazione a favore della piccola chiesa di San Giuseppe – che si trova alla fine di corso Nasini a Castel Del Piano – di pregevoli opere d’arte in legno lavorato accuratamente.
Nella chiesa, tra l’altro, è conservata una pregevole pittura di Francesco Nasini del 1664 raffigurante proprio “lo sposalizio della Vergine”.
È singolare che dopo cosi’ tanti anni (salvo alcune mancate celebrazioni durante i periodi bellici) la tradizione si ripeta ininterrottamente, nonostante le profonde modificazioni intervenute sia nei costumi sociali che nelle attività produttive.
Una sorta di orgoglio di categoria porta così annualmente i pur sempre numerosi falegnami ad incontrarsi – indipendentemente dal giorno in cui cade la data – rinfrancare lo spirito di gruppo e rinsaldare amicizie non intaccate da spirito di concorrenza.
D’altro canto le attività di lavorazione del legno sono, sull’Amiata, ancora fiorenti se solo si pensa alle numerose falegnamerie e mobilifici ancora presenti.
Spesso, inoltre, alla necessaria innovazione tecnologica rimane affiancata una perizia artigiana tutta particolare, ancora legata al passato.
Di questa tradizione i falegnami di Castel Del Piano, un tempo numerosissimi, hanno sempre mantenuto il ricordo ed ogni anno si ritrovano – insieme ai loro colleghi dei comuni vicini – per celebrarne la ricorrenza.
Una cerimonia semplice: la messa, la distribuzione del biscotto salato - simbolo dell’intreccio amoroso tra la Madonna e San Giuseppe - il pranzo conviviale in un ristorante della zona al quale, come da tradizione, sono invitate le autorità civili (i sindaci) e religiose (i sacerdoti officianti).
L’organizzazione della festa è demandata, anno dopo anno, ad un gruppo di “festaioli” che si occupano dell’allestimento della cerimonia.
Per l’edizione 2014 sono stati designati Marco Sbrilli, Marco Bigliazzi e Stefano Chiappini, come sempre coadiuvati da Rosildo Seri che ha assunto oramai il ruolo di “custode” del mantenimento della manifestazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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