Il Tirreno

Grosseto

Ricerche per la geotermia «Dipende dal ministero»

La Regione chiarisce: «L’attività è liberalizzata per legge e la Toscana deve aumentare del 16,5% la produzione di energia da fonti rinnovabili»

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GROSSETO. Sulla vicenda della geotermia nella zona di Montenero interviene la Regione. E spiega che in questo caso, trattandosi di un permesso pilota, è il ministero dello sviluppo economico competente, di concerto con il ministero dell'ambiente come previsto dalla nuova legge 98 del 9 agosto 2013. La Regione chiarisce così la propria posizione sulle ricerche di fluidi geotermici che sta compiendo la multinazionale Gesto Energy Consulting, attraverso la Gesto Italia Srl.

Permesso di ricerca Montenero. La società Gesto, ha fatto richiesta del permesso di ricerca pilota Montenero, destinato a analisi superficiali del terreno per indagare la presenza o meno della risorsa nel sottosuolo, direttamente al ministero Sviluppo Economico. Il progetto è stato esaminato dalla commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie il 12/12/2012 con parere favorevole, ed attualmente è in corso di valutazione ambientale. Alla fine della Via per la quale anche la Regione dovrà dare il suo parere, il ministero, se l'esito sarà positivo, rilascerà il permesso di ricerca e chiederà l'intesa con la Regione Toscana che è vincolante. Solo a seguito di questa fase potranno essere avviate le attività previste dal progetto.

La società Gesto avrebbe dovuto accompagnare questa fase con iniziative pubbliche di presentazione del progetto, cosa che non è avvenuta, piuttosto che interfacciarsi direttamente con i singoli proprietari dei terreni. Una mancanza che la Regione stigmatizza tanto più in un territorio dove la sensibilità sulla materia è alta per la presenza della geotermia tradizionale.

La Regione avvierà comunque con i Comuni interessati dai permessi di ricerca (oltre una cinquantina) un percorso finalizzato alla preventiva valutazione complessiva che l'incremento delle attività di sfruttamento della risorsa geotermica può comportare dal punto di vista ambientale ed economico per garantire un utilizzo della risorsa sostenibile, con le migliori tecnologie ambientali e incentivando percorsi di sviluppo nei territori coinvolti.

Geotermia in Toscana. Il decreto legislativo 22/2010 ha liberalizzato l'attività geotermoelettrica per la media entalpia con la conseguenza che si sono moltiplicate le richieste di permessi di ricerca e si è preso in seria considerazione il possibile sviluppo della cosiddetta media entalpia e cioè la produzione di energia elettrica da temperature inferiori. Questa prefigura minori impatti ambientali grazie alle ridotte dimensioni impiantistiche delle nuove centrali e alla tecnologia a ciclo binario.

Il nuovo Piano energetico ribadisce che l'attività geotermoelettrica rappresenta una peculiarità specifica della Toscana ed è una risorsa importante per raggiungere gli obiettivi imposti dallo Stato nel 2020 che obbliga la Toscana a incrementare del 16,5% il suo fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. In questi giorni sarà portata in discussione la nuova proposta di Piano di indirizzo territoriale per adeguarlo al codice del paesaggio. La questione dei permessi di ricerca geotermici e minerari (come l'estrazione della Co2 che tanta attenzione destano nei Comuni e tra la popolazione) dovrà essere affrontata soprattutto in quella sede tenendo conto dei vincoli e delle peculiarità del paesaggio toscano per minimizzare gli impatti e sprattutto per individuare, anche con l'aiuto degli strumenti del geoverno territorio, limiti localizzativi allo sviluppo della media entalpia.

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